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Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica

LA TECNOLOGIA CORRE. L'UOMO LA GUIDA
09/01/2026
Primo piano

L’anno che si apre segna un passaggio di grande valore simbolico: per la prima volta, l’Intelligence italiana sceglie di raccontarsi anche attraverso un calendario. Un gesto semplice, ma carico di significato.
In un tempo in cui l’innovazione tecnologica modifica con rapidità senza precedenti gli scenari globali, anche la Sicurezza Nazionale è chiamata a ridefinire continuamente i propri orizzonti.
Questo calendario nasce come strumento di consapevolezza, come segno tangibile di una cultura della sicurezza che si fonda sulla conoscenza, sulla responsabilità e sulla condivisione.
Perché comprendere il cambiamento è il primo passo per difendere ciò che conta. Non un semplice segnatempo, dunque, ma un percorso.
Dodici mesi per esplorare i principi, le discipline e i valori che compongono l’universo dell’Intelligence. Dodici chiavi di lettura per interpretare un mondo in cui l’informazione rappresenta insieme la nostra più grande risorsa e la nostra più grande vulnerabilità.
Il dibattito sul futuro dell’Intelligence tende spesso a contrapporre la forza delle nuove tecnologie — dall’Intelligenza Artificiale all’analisi automatica dei dati — alla centralità dell’uomo, con la sua capacità di intuire, valutare, comprendere. Ma questa contrapposizione è solo apparente. Non si tratta di scegliere tra uomo e macchina, ma di farne convivere le potenzialità.
La tecnologia accelera, ma è l’uomo che le dà direzione. È da questa visione che prende forma il Calendario dell’Intelligence 2026: un racconto di equilibrio, dove il progresso tecnologico trova senso solo se guidato dall’intelligenza, dall’etica e dal coraggio dell’essere umano.
Viviamo un’epoca di trasformazioni radicali. Le fonti aperte, i big data, l’automazione delle analisi aprono prospettive straordinarie per la conoscenza e la prevenzione. Ma, insieme alle opportunità, crescono anche i rischi: disinformazione, manipolazione, minacce ibride che minano la fiducia e la coesione sociale.
In questo contesto, la bussola dell’intelletto umano resta l’unico strumento capace di discernere, interpretare e dare senso. L’analista che indaga, il ricercatore che verifica, l’operatore che valuta: sono loro a trasformare la tecnologia in decisione, i dati in comprensione, le informazioni in sicurezza. L’algoritmo elabora, ma è l’uomo che comprende. La macchina calcola, ma è l’uomo che sceglie.
L’Intelligence del futuro sarà un’Intelligence “aumentata”, non sostituita.
Un modello nuovo, fondato sulla sinergia tra competenza umana e potenza tecnologica, per garantire al Paese il vantaggio informativo di cui ha bisogno. Per realizzarlo, occorre continuare a investire nel capitale più prezioso: le donne e gli uomini che ogni giorno servono lo Stato con professionalità, dedizione e spirito di innovazione.
Le dodici discipline che scandiscono questo calendario — dall’HUMINT all’OSINT, dalla SIGINT alla SOCMINT — rappresentano le diverse anime di una stessa missione: comprendere il mondo per difenderlo. Ogni pagina è un tassello di un unico mosaico: quello di un’Intelligence che evolve senza tradire la propria identità, che adotta la tecnologia senza rinunciare all’etica, che affronta il futuro senza dimenticare l’uomo.
Nel 2026, mentre il tempo corre più veloce che mai, l’Intelligence italiana rinnova il suo impegno: analizzare per comprendere, prevenire per proteggere, innovare per servire.
Con l’augurio che questo nuovo anno ci trovi, ancora una volta, capaci di guidare la tecnologia con la forza della mente e con il coraggio del cuore.


Pref. Vittorio Rizzi
Direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza


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