Se l’Intelligence deve farsi trovare “un passo avanti” rispetto alla minaccia, occorre che la formazione del suo personale sia ininterrotta, ossia ispirata al modello del lifelong learning, della formazione permanente.
È coerente con la necessità di fronteggiare minacce sempre più interconnesse un approccio didattico declinato nel segno dell’interdisciplinarietà, con percorsi di base, specialistici e di alta formazione arricchiti anche da workshop e seminari.
I cicli formativi vengono svolti in modalità continuativa e mirano a garantire ai frequentatori la preparazione necessaria a misurarsi con le nuove sfide dell’Intelligence. Le conoscenze interne vengono, al tempo stesso, arricchite dal confronto costante con le eccellenze dell’Accademia e con le punte avanzate del mondo della ricerca.
L’assolvimento dei compiti che il Governo assegna all’Intelligence postula una precondizione di natura strategica:
formare e specializzare le risorse umane affinché siano poste nella condizione di svolgere un’azione costante ed
avvertita di raccolta, esame, contestualizzazione ed analisi delle informazioni, così da prevenire e contrastare le
minacce che gravano sulla sicurezza nazionale.
Riflette la pluralità delle materie e degli insegnamenti l’estrazione diversificata dei docenti della Scuola: docenti interni alla comunità intelligence nazionale, espressivi di un ampio spettro di competenze, dal versante operativo a quello dell’analisi, ed anche professori universitari, esperti di altre pubbliche amministrazioni, esponenti della società civile.
Per i frequentatori delle attività di formazione e di addestramento, l’obiettivo è accedere ai migliori saperi, alle conoscenze d’avanguardia, all’esperienza dei professionisti più quotati.