Richard Sorge, la ‘spia maledetta’

30 settembre 2016

francobollo dedicato a Richard Sorge dalla DDR

di Domenico Vecchioni

In una fredda mattina del 7 novembre 1944, mentre a Mosca si celebra con particolare slancio patriottico l’anniversario della Rivoluzione d’ottobre dopo lo scampato pericolo dell’invasione nazista, a Tokyo, Richard Sorge, spia di Stalin, l’agente segreto che tanto ha contribuito alla salvezza dell’Unione Sovietica, sta per essere giustiziato solo, abbandonato dai suoi superiori, maledetto dalle sue vittime, rinnegato dai suoi ‘amici’ tedeschi, ignorato dei suoi ‘compatrioti’ russi. La sua esecuzione in effetti passerà del tutto inosservata nel paese al quale aveva dedicato la propria esistenza, sacrificando tutto, compresa la vita.

I due segreti della seconda guerra mondiale

Se in Occidente il suo nome comincia gradualmente a essere conosciuto e la sua straordinaria attività di intelligence in favore dell’URSS sempre più spesso messa in evidenza, nei paesi comunisti nessuno sospetta il ruolo determinante svolto dalla spia sovietica. Nei paesi occidentali libri, articoli, saggi, film vengono dedicati a Richard Sorge, personaggio singolare ed enigmatico, che sgomenta e affascina nello stesso tempo. Nell’Europa comunista, invece, nessuno osa pronunciare il suo nome. Perché? Eppure Sorge aveva svelato a Stalin i due segreti più custoditi della seconda guerra mondiale: la data dell’invasione nazista dell’URSS e la decisione di Tokyo di non attaccare l’Unione Sovietica, malgrado l’appartenenza del Giappone al Tripartito (l’Asse Roma-Berlino-Tokyo). Informazione quest’ultima decisiva, che consentirà a Stalin di spostare gran parte delle truppe stanziate in Siberia per resistere ad una possibile invasione giapponese e utilizzarle invece per fermare i soldati di Hitler sul fronte occidentale. Sorge in sostanza si può vantare di aver significativamente contribuito a salvare la patria socialista. Ma a Mosca non se ne deve parlare. Perché?

Pseudonimo R. Sonter, le missioni per conto del Komintern

Nato nel 1895 nei pressi di Baku, nel Caucaso, da padre tedesco, ingegnere minerario e da madre russa, Richard vive a Berlino un’infanzia borghese, tranquilla, senza particolari difficoltà. Idealista e patriota, allo scoppio della prima guerra mondiale si arruola volontario ad appena diciannove anni. Ma presto sarà atrocemente deluso dal suo colpo di testa giovanile ed il fascino dell’avventura guerriera’ si trasformerà in un insopprimibile sentimento di disgusto e di rivolta al pensiero dei milioni di uomini sacrificati, spesso inutilmente. Attratto dagli ideali pacifisti ed internazionalisti di Rosa Luxemburg e di Karl Liebknecht, diventa comunista ed è pronto a servire, senza riserve e senza limiti, la nuova patria sovietica scaturita dalla rivoluzione del 1917.

Con lo pseudonimo di R. Sonter effettua da Mosca diverse missioni in Inghilterra, Svezia e Danimarca per conto del Komintern. Nel 1929 viene trasferito presso il servizio segreto militare, il 4° ufficio, dell’Armata Rossa (GRU), all’epoca guidato dal generale lettone Pavel Berzin. Nuova identità per Sorge, diventato ora Ramsay e nuova, impegnativa missione in una Cina devastata dalla guerra civile che oppone il Kuomintang di Chiang Kai-Shek all’esercito comunista di Mao Tse-Tung. Teatro delle sue operazioni saranno Nanchino e Shanghai, dove organizza, con eccezionale destrezza, una temibile rete informativa e si crea utili coperture facendosi apprezzare dalle autorità consolari tedesche.

Con la tessera del Partito Nazional Socialista. A Tokyo corrispondente di tre quotidiani

Alla Centrale di Mosca sono estremamente soddisfatti del lavoro di Ramsay, per il quale si intravvede già una nuova missione, questa volta in Giappone, la cui politica espansionista preoccupa non poco il Cremlino. Agli occhi di Berzin, in effetti, solo Sorge sarebbe in grado di crearvi la rete informativa di cui Mosca ha disperatamente bisogno. Terminato quindi il mandato cinese, Sorge viene pregato di rientrare in Germania, dove ha appena preso il potere Hitler, al fine di costruirsi la più credibile copertura possibile prima della partenza per il Giappone. Richard in questo è abilissimo. Ritrova i vecchi amici, fa loro presente di aver messo da parte le esuberanze giovanili, di essere rientrato in patria avendo finalmente la Germania trovato un nuovo e vero Capo, un autentico socialista. Non del socialismo delirante e distruttore da cui si era fatto irretire in gioventù, ma di un socialismo realista, nazionale, che fa i veri interessi del popolo tedesco. In un periodo di riciclaggio politico rapido, le dichiarazioni di Sorge non devono essere apparse particolarmente sospette. Richard inoltre è brillante oratore, eccellente giornalista, raro esperto di questioni cinesi. Insomma nessuno si meraviglierà quando il ‘dottor Sorge’ riceverà la tessera del Partito Nazional Socialista e riuscirà a farsi spedire a Tokyo come corrispondente di ben tre quotidiani: Frankfurter Zeitung, Täglische Rundschau e Berliner Börsen-Zeitung.

Il 6 settembre 1933 il ‘giornalista’ Richard Sorge sbarca a Yokohama e si dirige immediatamente a Tokyo con un obiettivo primario: accedere all’ambasciata del Terzo Reich, dove potrebbe apprendere tante cose e non solo sull’andamento dei rapporti nippo-germanici. Il compito gli viene molto facilitato dall’addetto militare tedesco, Eugen Ott, al quale del resto presenta credenziali difficilmente contestabili. La strada inoltre gli viene spianata anche dalla ‘simpatia’ nutrita nei suoi confronti da Madame Ott, non insensibile al misterioso fascino che Richard sempre eserciterà sulle donne. In tali condizioni insomma le porte dell’Ambasciata non gli si aprono, gli vengono spalancate.

Un’infiltrazione da manuale nella storia dello spionaggio

Richard arriverà persino ad aiutare Ott nel suo lavoro. L’addetto militare deve inviare regolarmente a Berlino dettagliati rapporti sulla situazione politico-militare del Giappone. Tuttavia, ignorando la lingua, poco conoscitore della burocrazia e della mentalità giapponese, incontra grosse difficoltà. Sorge coglie al volo l’occasione e si offre generosamente di aiutare l’amico. In definitiva gli propone, non solo di passargli le notizie più interessanti di cui viene a conoscenza, ma anche di scrivergli direttamente i rapporti da inviare nella capitale tedesca. Ancora più straordinario è il seguito. Proprio sulla base dei rapporti redatti da Richard, Ott si fa a Berlino la fama di ‘fine conoscitore’ delle questioni giapponesi. E quando si tratterà di nominare il nuovo capo missione, nessuno si sorprenderà della nomina di Eugen Ott, il quale, riconoscente, affida al dottor Richard Sorge l’incarico di ‘addetto stampa dell’ambasciata’, consentendo inconsapevolmente un’infiltrazione senza precedenti nella storia dello spionaggio.

Conquistata l’ambasciata tedesca, Richard istituisce ed avvia presto la sua rete informativa, che sarà costituita di elementi di eccezionale valore: l’operatore radio Max Clausen, il giornalista giapponese Hosumi Ozaki, il giornalista jugoslavo Branko Vukelić e il pittore Yotoku Miyagi.

Documenti e anticipazioni che possono cambiare il corso della Storia

Così organizzato, nel marzo del 1941 Sorge fa pervenire a Mosca la copia di un telegramma del ministro degli esteri del Reich, Ribbentrop, a Ott in cui si parla di inevitabile attacco tedesco all’URSS per la metà di giugno. Due mesi dopo riesce ad essere più preciso, indicando che ben 190 divisioni tedesche sono ammassate alle frontiere orientali e che l’invasione sarebbe senza dubbio scatta il 22 giugno. Ma Stalin non ci crede. È ancora convinto della validità dell’alleanza contro natura nazista-sovietica. E, commettendo un errore di valutazione politico-strategico-militare dalle conseguenze incalcolabili, fa rispondere alla sua abilissima spia: «Dubitiamo della veridicità delle vostre informazioni».

Intanto Sorge, superato lo shock brutale che gli ha causato la risposta negativa di Stalin, interviene ancora una volta con un’anticipazione che può cambiare il corso della Storia. Informa i suoi superiori di aver saputo da fonte certa – Ozaki è riuscito ad intrufolarsi nell’entourage del primo ministro Konoje – che il governo giapponese è troppo impegnato nell’occupazione dell’Indocina francese per prevedere di attaccare l’Unione Sovietica: «L’opzione sud è definitivamente prevalsa su quella nord». Una notizia esplosiva, che cambia tutto il quadro strategico-militare orientale. Questa volta Stalin ci crede, del resto non ha molto da perdere. Le truppe naziste non fanno che avanzare. La situazione è disperata. Sulla base quindi delle informazioni fornite da Sorge, il dittatore sovietico ordina il trasferimento delle truppe stazionate in Siberia. Mosca non sarà presa dai nazisti. Hitler ha virtualmente perso la guerra.

Il migliore agente che Stalin non vuole salvare

Ma di Sorge in URSS non si deve parlare. Giustiziato dai giapponesi, nessuno oserà evocare a Mosca la sua irripetibile vicenda umana. Potrebbe in effetti venir fuori il gigantesco errore politico-strategico commesso da Stalin, il quale ha tutto l’interesse a tenere nascosta la vicenda per non fornire elementi utili ai suoi detrattori e oppositori politici.

Così solo nel settembre del 1964, 11 dopo anni la morte del dittatore georgiano ed in pieno clima di destalinizzazione, la Pravda ‘scopre’ la grande spia: «Numerose circostanze impedirono che si dicesse prima tutta la verità sulle imprese immortali dell’agente di intelligence Richard Sorge e dei suoi compagni. L’ora è venuta di parlare dell’uomo il cui nome sarà per le generazioni future un simbolo di dedizione alla grande causa della lotta per la pace, un simbolo di coraggio ed eroismo».

Le ‘numerose circostanze’ citate dalla Pravda erano state in realtà le esitazioni di Stalin, che aveva dimostrato scarsa fiducia nel servizio segreto militare, poca considerazione per i piani strategici dell’alto comando e non aveva voluto credere alle notizie fornite dal suo migliore agente che aveva rinnegato e non aveva voluto salvare. Ma la Storia si incaricherà di rendere in qualche modo giustizia all’opera di Ramsay.

‘Eroe dell’Unione Sovietica’, ora si conosce la storia di un uomo

Mentre infatti verranno abbattute le statue di Stalin, si eleveranno quelle dedicate Sorge, mentre verranno comunicati al mondo i crimini stalinisti, l’agente di intelligence Richard Sorge verrà dichiarato ‘Eroe dell’Unione Sovietica’, mentre il nome di Stalin sarà generalmente rigettato, quello di Sorge sarà celebrato fin negli angoli più sperduti del Paese.

L’autore

Domenico Vecchioni, dopo la laurea in Scienze Politiche, ha vinto il concorso di ingresso nella carriera diplomatica. Ha prestato servizio a Le Havre, a Buenos Aires, a Bruxelles e a Strasburgo ed ha ricoperto presso la Farnesina gli incarichi di Capo segreteria della direzione generale delle relazioni culturali, Capo segreteria della direzione generale del personale, Capo ufficio “ricerca, studi e programmazione”, Ispettore degli Uffici del M.A.E. all’estero. È stato Console generale d’Italia a Madrid e a Nizza. Dal 2005 al 2009 ha ricoperto l’incarico di Ambasciatore d’Italia a Cuba. Storico e saggista, è autore di numerosi volumi. Si è inoltre interessato alle biografie di personaggi celebri, con particolare riferimento ai protagonisti dello spionaggio mondiale.

Categoria: Storie di spie

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