Noreen Riols. Una donna nella scuola per spie di Churchill

14 marzo 2016

Noreen RIols

di Paolo Bertinetti

Nel 1943 Noreen Riols, che si era appena diplomata al Liceo Francese di Londra, si presentò agli uffici di reclutamento della Marina per arruolarsi. L’arcigna impiegata che la intervistò voleva mandarla a lavorare in una fabbrica di munizioni. La giovanissima Noreen (non aveva ancora compiuto diciotto anni), che pensava di servire la Patria in ben altro modo, protestò vivacemente. In quella giunse un funzionario che, avendo appreso che lei era praticamente bilingue, la dirottò presso un ufficio del Ministero degli Esteri. Da lì Noreen fu mandata in un altro ufficio che si trovava in un palazzo di Baker Street.

Era il quartier generale del SOE, Special Operations Executive, il cosiddetto ‘esercito segreto’ di Churchill, che il Primo Ministro aveva creato nel 1940, con grande irritazione dei Servizi segreti. All’estero operava l’MI6, che era quindi ‘in concorrenza’ con il SOE, i cui agenti erano incaricati di compiere azioni di sabotaggio dietro le linee tedesche. Soprattutto dovevano far saltare depositi di armi, ponti, binari ferroviari, in modo ad bloccare le operazioni dell’esercito tedesco.

Il settore F, la storia dimenticata degli agenti sotto copertura in Francia

Tutto questo Noreen Riols lo racconta in The Secret Ministry of Ag. & Fish: My Life in Churchill’s School for Spies, il suo libro di memorie pubblicato nel 2013. Nel 2000 gli archivi segreti del SOE (non proprio tutti) furono resi pubblici. Solo allora i membri dell’esercito segreto di Churchill poterono dire ciò che avevano vissuto e ricordare pubblicamente il sacrificio dei caduti. Da allora ogni anno, il 6 maggio, si svolge una cerimonia nel paese di Valençay, nella valle della Loira, in memoria dei 104 agenti del settore F del SOE che non tornarono a casa.

Il settore F, incaricato delle operazioni da svolgere in Francia, era quello di cui Noreen Riols faceva parte. La Riols partecipò soprattutto alle fasi dell’addestramento degli ‘studenti’ (così venivano chiamati i futuri agenti) e uno dei suoi compiti era quello di fare da ‘specchietto per le allodole’. Gli ‘studenti’ venivano addestrati nell’enorme tenuta di Lord Montague non lontano da Bournemouth. Nel giorno di libera uscita si recavano nella cittadina, dove Noreen, fingendo di essere una ragazza del posto, si lasciava abbordare dallo ‘studente’ e si faceva invitare a bere un tè o a fare uno spuntino, per fare poi al giovanotto delle ‘ingenue’ domande sulla sua vita. Se lui si confidava, se diceva cioè cosa faceva, non superava l’esame.

Le donne dell’esercito segreto di Churchill

Delle trenta donne che facevano parte del Settore F solo quindici sopravvissero. Quattro di esse furono internate nel lager di Natzweiler, in Alsazia, e furono bruciate vive dopo essere state paralizzate con un’iniezione. Immobilizzate, ma coscienti, si videro spinte dentro il forno crematorio. Altre donne, come Violette Szabo, Denise Bloch e Liliane Rolfe furono catturate, internate, torturate, violentate e infine impiccate nel lager di Ravensbrück.

Per fortuna alcune di loro ce la fecero. La più famosa delle agenti del SOE è Krystyna Skarbek, seconda al concorso di Miss Polonia, che nel 1941 attraversò la Polonia occupata e arrivò fino a Budapest nascondendo un microfilm con i piani tedeschi per l’invasione della Russia. Da Budapest giunse in Bulgaria nascosta nel bagagliaio dell’ambasciatore britannico. Poi si diresse verso sud su un’auto sportiva guidata dal suo amante, anche lui agente del SOE. Attraversò il Medio Oriente raccogliendo preziose informazioni sulla Siria (occupata dalla Francia collaborazionista) e sulla Palestina e giunse infine al Cairo, dove fece rapporto all’ufficio del SOE. Nel 1944 si fece paracadutare in Francia, dietro le linee tedesche, e collaborò con le formazioni partigiane che per 40 giorni, sull’altopiano del Vercors, bloccarono le truppe tedesche che avrebbero dovuto raggiungere la Normandia.

Vera Atkins e le storie di chi non è tornata

La storia della Skarbek è nota. Ma assai meno lo è quella di Vera Atkins, che Noreen Riols racconta nel suo libro. Vera era la quintessenza dell’aristocratica inglese: parlava con il tipico accento dell’alta società, si vestiva con sofisticata eleganza, arrivava in taxi al quartier generale del SOE in Baker Street e in taxi tornava a casa. Solo che non era inglese: era nata a Bucarest, figlia di un ricchissimo commerciante ebreo, ed era arrivata in Inghilterra con la madre nel 1933, dopo la morte del padre. Al Settore F nessuno conosceva l’identità di Vera. Tutti erano colpiti (o addirittura intimiditi, come nel caso di Noreen Riols) dalla sua distante figura di aristocratica inglese, per cui alcuni l’avevano soprannominata ‘Madonna’ (ma altri la chiamavano Marlene Dietrich). Al di là del suo contributo durante gli anni di guerra, ancora più importante fu quello da lei svolto dal 1946 in poi. Vera riuscì ad ottenere l’autorizzazione a recarsi in Germania per cercare di scoprire cosa era accaduto a molte agenti del SOE scomparse dopo la cattura. Interrogò gli ex-carcerieri dei lager, i loro capi, e i capi dei capi, come Josef Kieffer, il comandante del controspionaggio delle SS a Parigi, e Rudolf Hoess il comandante di Auschwitz. Hitler aveva ordinato che gli agenti del SOE, una volta torturati e uccisi, dovevano essere eliminati in modo tale che di loro non restasse nessuna traccia. Vera Atkins riuscì invece a ricostruire la fine di molte agenti del SOE e a far sapere ai familiari dove e come erano state fatte sparire. Per fornire, così, alla Storia la testimonianza del sacrificio di chi diede la vita perché tutti potessero vivere liberi.

Che è anche quanto Noreen Riols fa nel suo libro di memorie, che non solo ricostruisce in modo affascinante i compiti e le operazioni svolte da centinaia di agenti di cui nessuno aveva mai saputo nulla fino all’anno 2000. Ma che ci consegna i nomi e le imprese di quegli eroici combattenti, di quelli caduti e di quelli sopravvissuti che non avevano mai rivelato a nessuno, nemmeno alla madre o ai figli, quanto avevano fatto per il loro Paese.

L’autore
Paolo Bertinetti, professore di Letteratura inglese all’Università di Torino, si è occupato soprattutto del teatro inglese (dell’età elisabettiana, della Restaurazione e del Novecento), della narrativa di Graham Greene e dell’opera di Beckett (tutto il teatro, Einaudi 1994, e tutte le prose brevi, Einaudi 2010). Di recente ha pubblicato, per Einaudi English Literature. A Short History (2010) e  Il teatro inglese. Storia e capolavori (2013).
Per il nostro sito ha scritto anche Agenti segreti. I maestri della spy story inglese e Le Carré-Smiley: amore e odio ai tempi delle spie.

Categoria: Storie di spie

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