Noor Inayat Khan, la principessa spia

2 settembre 2016

Noor Inayat Khan, la principessa spia

di Domenico Vecchioni

Non saranno mai abbastanza pubblicizzate le attività del SOE (Special Operations Executive – Comitato per le Operazioni Speciali), l’organismo creato da Sir Winston  Churchill nell’aprile del 1942 nell’ambito dell’MI6 (i servizi di spionaggio britannici) ‘per mettere a ferro e fuoco’ l’Europa controllata dai nazisti e che tanta parte ebbe nel sostenere i movimenti di resistenza. Senza l’opera segreta, rischiosa e appassionata dei suoi agenti, l’opposizione ai tedeschi nei vari Paesi occupati avrebbe avuto ben maggiori difficoltà a costituirsi e svilupparsi.

Discendente del Sultano Tipu, divenne 007 senza ‘licenza di uccidere’

Una delle donne-spia più interessanti e misteriose della sezione francese del SOE fu senza dubbio la principessa di origine indiana Noor Inayat Khan, che divenne agente segreto di Sua Maestà Britannica in terra di Francia ma senza ‘licenza di uccidere’, poiché la sua religione le vietava l’uso delle armi e il ricorso alla violenza. Un personaggio da romanzo, di certo una donna fuori del comune.

Diretta discendente del Sultano Tipu, l’ultimo sovrano musulmano del sud dell’India, Noor nasce a Mosca il 2 gennaio 1914. Suo padre, Pir-O-Murshid (Hazrat Inayat Khan), musicista e divulgatore della dottrina sufista, basata sulla pace universale, la tolleranza religiosa e l’amore di tutti gli esseri viventi, decide di abbandonare l’India agli inizi del secolo per trasferirsi negli Stati Uniti, promettente base per la diffusione mondiale della nuova religione. La sua fama di predicatore lo porta a viaggiare spesso all’estero facendolo arrivare fino a Mosca, dove Rasputin, il monaco dai poteri ipnotizzanti, lo ha invitato a soggiornare per far conoscere ai mistici sovrani russi, Nicola e Alessandra, le inedite dottrine religiose.

Nel 1917, a seguito degli eventi rivoluzionari, Pir-O-Murshid è costretto ad abbandonare il paese per rifugiarsi in Inghilterra, dove però rimane solo pochi anni. A Londra la situazione degli indiani sufisti, molto vicini alle comunità indipendentiste di Gandhi, non è agevole. Ecco allora un nuovo trasferimento, questa volta in Francia, in una tranquilla città di provincia, Suresnes, nella regione parigina, dove la famiglia spera di poter praticare in tutta tranquillità le proprie credenze religiose. Noor vi segue l’intero ciclo degli studi secondari, si laurea alla Sorbona e diventa perfettamente bilingue anglo-francese.

Hitler è il male assoluto, la scelta di arruolarsi

Lo scoppio della guerra, nel settembre del 1939, la turba profondamente. Il razzismo e l’antisemitismo nazisti scuotono le sue più profonde credenze religiose. Ai suoi occhi Hitler rappresenta il male assoluto, contro il quale bisognerà reagire con decisione. Tornata in Inghilterra, dopo il crollo della Francia nel maggio del 1940, Noor sceglie subito di arruolarsi nelle forze ausiliarie della RAF, specializzandosi in radiotelegrafia.

Così, quando nel corso del 1942 i ‘Servizi’ fanno sapere di cercare elementi bilingue, la giovane e bella principessa si presenta senza esitazioni al neo-costituto SOE per essere ingaggiata, consapevole dei fortissimi rischi che comporta l’attività segreta operativa. I reclutatori si mostrano in un primo momento abbastanza sospettosi: perché mai un’indiana dovrebbe battersi per la Francia e per l’Inghilterra?

Perché – è la tesi con cui risponde Noor – si tratta dei due Paesi di adozione, di due Stati che l’hanno accolta e combattono per la libertà e la democrazia. Ma anche gli indiani, le si fa notare, aspirano alla libertà e la richiedono proprio a Londra. Questo, replica intelligentemente la principessa sufista, è un problema che si porrà solo dopo la guerra. Ora c’è un nemico comune da sconfiggere: il nazismo. Le sue motivazioni appaiono sincere. Superate tutte le prove di selezione e i corsi di formazione, il 16 giugno 1943 viene paracadutata in Francia per una missione delicata: trasmettere informazioni riservate per e dalla resistenza francese.

Diventata in Francia Madeleine, è fondamentale per il gruppo Buckmaster

Dopo alcune settimane di lavoro intenso e rischioso, che fanno di Noor – diventata in Francia Madeleine – un elemento essenziale del gruppo Buckmaster, inserito nella vasta organizzazione di partigiani denominata Prosper, la Gestapo fa scattare una retata nella quale cadono alcuni maquisards che hanno lavorato direttamente con lei. La rete Prosper in realtà è stata vittima di un sofisticatissimo ‘triplo gioco’ condotto dall’MI6 e dallo stesso SOE, che causerà la perdita di diversi agenti francesi e inglesi, compresa l’affascinante principessa.

Obiettivo sviare i tedeschi sul luogo del grande sbarco alleato

Per gli anglo-americani la priorità assoluta è sviare i tedeschi sul luogo del grande sbarco alleato per l’apertura dell’atteso ‘secondo fronte’, dal quale dipenderanno le sorti della guerra. Tutti i mezzi sono buoni per raggiungere l’obiettivo. Anche quello di fornire ai propri agenti operativi in Francia informazioni ‘sbagliate’ da far intercettare ai tedeschi, i quali tenderanno quindi a crederle ‘vere’. Il triplo gioco deriva dalla necessità – per rendere credibile la disinformazione architettata – di far pervenire anche notizie veritiere sul funzionamento della rete, ‘bruciando’ magari qualche agente. Se errori, tradimenti e corruzioni contribuiranno alla caduta di tutta la rete, i Servizi nulla potranno fare per i propri agenti i quali, sotto tortura, finiranno per fornire ‘autentiche’ notizie sbagliate. Complicato e immorale. Ma tremendamente efficace.

In ogni caso la prima retata non tocca Noor, la quale, secondo le regole imparate nei corsi di formazione londinesi, dovrebbe rientrare immediatamente in Inghilterra. È chiaro infatti che prima o poi la Gestapo, esperta nel far ‘parlare’ le persone, arriverà a lei. Ma la principessa rifiuta di partire, non intende abbandonare i compagni superstiti e vuole anzi aiutarli a ricostituire la sezione operativa per la quale è indispensabile un operatore radio, senza il quale non si possono programmare gli atterraggi e i decolli segreti, far arrivare tempestivamente le istruzioni, esercitare il necessario coordinamento delle azioni.

In spalla una ricetrasmittente di 15 chili, ricercata dalla Gestapo

Madeline, alias radio Aurore, diventa così una delle persone più ricercate dalla Gestapo di Parigi. Efficacissima, sempre pronta a smontare e rimontare in brevissimo tempo la sua ricetrasmittente di 15 chili da cui non si separa mai, ad un certo punto si ritrova ad essere, in tutta la Francia, il solo operatore che assicuri i collegamenti tra i quartieri generali alleati e la resistenza francese.

Del tutto ignara del triplo gioco in atto (in particolare del famoso agente francese Henri Déricourt), la principessa trasmette il 22 aprile 1944 il messaggio fatale con cui i Servizi segreti inglesi chiedono alla rete partigiana parigina di spostare i depositi delle armi dalla Sologne alle regioni del Nord e del Pas de Calais nonché di rinforzare il dispositivo nelle città di Amiens, Arras e Lilla (tutte situate nel nord), ancora una volta per indurre i tedeschi a credere che da quelle parti – e non altrove – sarebbe avvenuto lo sbarco alleato.

La fine della rete Prosper e l’arresto. Con i nazisti non si tratta

Lo smantellamento totale delle rete Prosper, vittima di tradimenti finti e reali e comunque abbandonata alla propria sorte dal SOE, determina ineluttabilmente l’arresto di Noor, nell’estate del 1944. Condotta al quartier generale parigino della Gestapo, viene inizialmente trattata con riguardo, con la consueta richiesta di collaborazione. Ancora qualche piccola informazione e tutti i gruppi operativi collegati alla rete Prosper sarebbero stati annientati. La rete è oramai spacciata, insistono gli ufficiali tedeschi, si tratta solo di accelerarne la fine e la principessa avrà salva al vita. Ma Noor rifiuta categoricamente .

Teme di essere torturata ma non ha alcuna intenzione di parlare. Per due volte, anzi, tenterà di evadere. Per lei non c’è alcuna possibilità di ‘intesa’ con i nazisti. Le viene chiesto di firmare almeno una dichiarazione in cui si impegni a non tentare nuovamente la fuga né a svolgere ulteriori attività di resistenza. Nuovo, assoluto rifiuto. A questo punto la sua sorte è segnata.

La morte a Dachau, l’ultima parola ‘liberté!. Due Paesi le rendono onore

Per i tedeschi non c’é alcun dubbio, si tratta di un prigioniero particolarmente pericoloso e assolutamente non cooperativo: occorre eliminarlo. Da Parigi la principessa viene quindi trasferita in Germania, nella prigione di Kalsruhe e successivamente nel campo di sterminio di Dachau, dove un colpo di pistola alla nuca pone fine alla sua breve e intensa esistenza. È il 13 settembre 1944. L’ultima parola che esce dalla sua bocca è ‘liberté!

A guerra conclusa il suo sacrificio non sarà dimenticato. Onorata dai due Paesi adottivi, Noor sarà decorata alla memoria con la Croix de guerre francese e con la George Cross britannica, il più alto riconoscimento per chi ha comunque combattuto, anche se non nei campi di battaglia.

La principessa-spia aveva compiuto con successo l’importante missione affidatale, accettando tutti i rischi ad essa connessi e senza mai far ricorso a violenze, secondo i precetti della sua religione, che ha rispettato fino in fondo.

L’autore

Domenico Vecchioni, dopo la laurea in Scienze Politiche, ha vinto il concorso di ingresso nella carriera diplomatica. Ha prestato servizio a Le Havre, a Buenos Aires, a Bruxelles e a Strasburgo ed ha ricoperto presso la Farnesina gli incarichi di Capo segreteria della direzione generale delle relazioni culturali, Capo segreteria della direzione generale del personale, Capo ufficio “ricerca, studi e programmazione”, Ispettore degli Uffici del M.A.E. all’estero. È stato Console generale d’Italia a Madrid e a Nizza. Dal 2005 al 2009 ha ricoperto l’incarico di Ambasciatore d’Italia a Cuba. Storico e saggista, è autore di numerosi volumi. Si è inoltre interessato alle biografie di personaggi celebri, con particolare riferimento ai protagonisti dello spionaggio mondiale.

Categoria: Storie di spie

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