Krystyna Skarbek, donna ‘pericolosa’ che visse tre volte

1 aprile 2016

Krystyna Skarbek

di Cinzia Tani

Una storia controcorrente. Reclutata dai Servizi britannici

Si racconta che Ian Fleming sia stato ispirato da lei per il personaggio di Vesper Lynd nel suo primo romanzo con James Bond Casino Royale. Krystyna Skarbek nasce nel 1908 a Varsavia dal conte Jerzy Skarbek, bello e infedele, amante della caccia e del gioco d’azzardo e da Stefania Goldfeder, figlia di un ricco finanziere ebreo. Incontra Andrzej Kowerski a Budapest, dopo l’invasione tedesca della Polonia e lo scoppio della guerra. Lui non ha dimenticato la bambina intrepida e lei rimane affascinata dall’uomo che sta raccontando a un gruppo di amici le sue imprese nella Brigata Nera, la formazione corazzata polacca. Quando finalmente rimangono soli, Krystyna scopre che Andrzej ha perso una gamba in guerra. Nonostante la protesi, però, continua ad aiutare i polacchi a fuggire in Francia attraverso le montagne. Si innamorano e vanno a vivere insieme.

Dopo il fallimento del primo matrimonio, Krystyna ha sposato Jerzy Gizychi, un uomo molto più grande di lei, brillante, irascibile ed eccentrico, con un passato avventuroso. Il marito era con lei a Londra quando è entrata in contatto con i Servizi segreti britannici chiedendo di essere reclutata. «Dobbiamo far sapere ai polacchi che gli inglesi non li hanno dimenticati. Conosco diverse lingue e sono pronta a tutto», afferma. La sua proposta viene accettata, così Krystyna lascia il marito in Inghilterra per trasferirsi a Budapest con la falsa identità di Christine Granville.

Nella prima missione a Varsavia, Krystyna chiede ad amici fidati di presentarle alcuni capi della resistenza anche se sa che molti di loro la guardano con sospetto perché è un agente britannico. Incontra il comandante di un gruppo chiamato i Moschettieri, Stefan Witkowski, che da tempo cerca contatti con un corriere inglese a Varsavia. Krystyna gli consegna il pacco con il materiale di propaganda e lui le illustra gli obiettivi del suo gruppo. Per tre settimane è occupata a raccogliere informazioni sul numero di truppe tedesche, il loro equipaggiamento e le formazioni militari lungo le linee di confine. Si accorge che molte truppe da trasporto lasciano la Polonia per attraversare la frontiera russa o dirette verso la Romania e la Turchia. i movimenti nella regione. «A Varsavia ogni notte vengono uccisi cento polacchi. Il terrore è indescrivibile ma lo spirito magnifico» scrive nei suoi rapporti.

Quelle missioni impossibili sui Monti Tatra e lo sguardo del conte Wladimir

Nonostante Andrzej cerchi di dissuaderla, compie diverse missioni in Polonia attraversando i Monti Tatra, dove la temperatura arriva anche a venti gradi sottozero e la neve è profonda quattro metri. Durante uno di questi viaggi avventurosi conosce il conte Wladimir Ledóchowski, ingegnere brillante e coltissimo. Anche lui lavora come corriere. Quando tornano a Budapest, Andrzej scopre che Krystyna l’ha tradito ma la perdona purché non lo lasci. Inizia così una relazione a tre che fa soffrire entrambi. Nella successiva missione con Wladimir in Polonia Krystyna nasconde nello zaino mappe, nelle torce infila microfilm e lettere di clandestine oltre a materiale di propaganda e documenti con le false identità. Prima della partenza Andrzej scopre nello zaino della donna delle fotografie del generale Sikorski, primo ministro del Governo Polacco in esilio, insieme a Churchill e le chiede se sia pazza a portarle con sé. Krystyna spiega che sono importanti per risollevare il morale dei polacchi. «Capiranno che gli inglesi non ci abbandoneranno».

Andrzej toglie le fotografie dallo zaino, ma prima di partire Krystyna le infila di nuovo dentro. Insieme a Wladimir vuole prendere il treno per entrare in Polonia. Nella prima stazione non riescono a salire perché il cane di una guardia comincia ad abbaiare appena li vede, nella successiva stazione due guardie di frontiera intimano in slovacco di alzare le mani. «Siamo fuggiti da un campo di internamento a Budapest io e mia sorella e vogliamo tornare in Polonia», spiega Wladimir. Le guardie affermano che li porteranno al primo posto di polizia per verificare la loro storia.

Li conducono fino a un ponte dove Krystyna si accascia in terra fingendo una storta e Wladimir ne approfitta per sfilare le foto compromettenti dal suo zaino e gettarle nel fiume. Le guardie si infuriano, cercano di recuperarle senza riuscirci e poi chiedono brutalmente a Wladimir di cosa si tratti. «Semplici foto di famiglia che mi sono scivolate». Le guardie ispezionano lo zaino di Krystyna e trovano mille dollari. «Perché non ci lasciate andare?» chiede lei. «Potete tenervi il denaro. Così non dovrete rispondere ai vostri superiori riguardo le foto cadute nel fiume». Le guardie accettano la soluzione e sparano alcuni colpi in aria mentre la coppia si dilegua.

Una taglia di 1.000 sterline per la sua cattura, viva o morta

Due giorni dopo ripassano il confine ungherese e sono di nuovo a Budapest avviliti perché hanno perduto il denaro e i documenti falsi. La missione è fallita. La fotografia di Krystyna intanto viene inviata in tutte le stazioni polacche con una taglia di 1.000 sterline sulla sua cattura, viva o morta. I superiori di Wladimir, furiosi perché è stato fermato e compromesso, gli ordinano di raggiungere l’esercito polacco in Palestina.

Krystyna e Andrzej ricevono l’ordine di concentrare i loro sforzi nell’organizzazione della fuga di piloti britannici dalla Polonia. Si sono procurati denaro, armi ed esplosivi che fanno passare in Polonia attraverso i corrieri. Andrzej porta i profughi oltre le montagne, dall’Ungheria alla Jugoslavia, mentre Krystyna tiene i contatti per consentire le operazioni. Lei stessa attraversa il confine otto volte con i microfilm nascosti nei guanti. Arrestati dalla Gestapo, riescono a salvarsi perché Krystyna convince gli ufficiali tedeschi di essere malata di tubercolosi, mordendosi la lingua e sputando sangue.

L’ordine per la coppia è di non uscire di casa senza permesso e di non usare altro mezzo di trasporto che il tram. Inoltre devono telefonare alla polizia ogni tre ore. Arrivati nell’appartamento preparano velocemente le valigie, intenzionati a fuggire con la Opel Olympia di Andrzej. Quando arriva un amico a festeggiare la loro liberazione, organizzano un piano. Quella sera, mentre la polizia segue l’auto di Andrzej guidata dal loro amico fuori città, lui e Krystyna partono con la seconda macchina nella direzione opposta. Si fanno ospitare dall’ambasciatore britannico Owen O’Malley che fa realizzare dei falsi passaporti per loro e visti per attraversare il confine. Chiusi nel portabagagli dell’auto dell’ambasciata passano la frontiera e raggiungono Belgrado.

I due amanti passano i mesi successivi in Turchia e in Egitto dove continuano la loro attività di intelligence. È proprio al Cairo che il marito di Krystyna scopre la sua relazione con Andrzej. Le chiede di partire per Londra con lui ma la donna risponde che fra loro è finita. Vuole la separazione. «Siamo stati troppo lontani. Dammi un’altra possibilità» la supplica Jerzy. «Non ti amo più, mi dispiace. Mi sono innamorata di Andrzej», risponde lei. Jerzy perde il controllo, la insulta e riparte da solo. Krystyna segue un corso per diventare operatrice telegrafica sul campo e perfezionarsi nell’uso di esplosivi e armi da fuoco mentre Andrzej fa pratica di paracadutismo nonostante la gamba amputata.

Krystyna ha già perso il padre amatissimo malato di tubercolosi e nel 1943 la madre, che non ha voluto lasciare Varsavia, viene arrestata e uccisa in un campo di sterminio. Prima che parta per la Francia in missione, Andrzej le chiede ancora una volta di sposarlo ma lei ride della proposta e si lancia nella prossima avventura.

Paracadutata in Francia. Un nuovo amore e il forte sul Col-de-Larche

Il 7 luglio 1944, pettinata e vestita alla francese, viene paracadutata in Francia, dove la aspetta Francis Cammaerts. È un bel giovane di ventotto anni, entrato nei Servizi segreti britannici dopo mesi di duro addestramento, e inviato in Francia per organizzare una rete di resistenza nel Sud-Est. È nato così il Jockey, che ha raccolto gradualmente centinaia di uomini pronti ad azioni di sabotaggio. Il centro delle loro operazioni è l’altopiano del Vercors, occupato da un esercito irregolare di tremila uomini. Krystyna diventa il corriere di Francis. Deve monitorare il lancio di armi e rifornimenti degli Alleati e consegnare i pacchi ai partigiani. Per lui diventa preziosa e indispensabile. Vanno perfettamente d’accordo: entrambi sicuri di sé, molto motivati, con un codice morale forte, freddi nei momenti di crisi. E infaticabili.

Krystyna vuole entrare in contatto con alcuni esponenti della Resistenza italiana per osservare i movimenti delle truppe nemiche e collegare i partigiani italiani con quelli francesi e parte per la frontiera vestita da contadina, portando nello zaino pane, formaggio e granate.           Per due settimane va avanti e indietro sulle montagne per osservare i movimenti delle truppe nemiche e collegare i partigiani italiani con quelli francesi. Un giorno viene fermata da una truppa nazista mentre attraversa il confine e, non sapendo dove nascondere la mappa di seta del SOE, la mette in testa come un foulard e saluta i soldati in francese, fingendo di essere una contadina del luogo. Compie missioni rischiosissime, rischiando di essere catturata ma riesce ugualmente a raggiungere il forte sul Col-de-Larche, a duemila metri di altezza, dove vivono polacchi reclutati a forza dai nazisti. Con una guida attraversa la foresta e sale fino alla guarnigione. Stanca, ferita, riesce a passare inosservata. Si rivolge ai sessantatré polacchi indossando una sciarpa rossa e bianca, i colori della Polonia, e rivela la sua identità. Chiede ai suoi connazionali di sabotare le installazioni tedesche e passare nella Resistenza visto che gli Alleati stanno arrivando. I polacchi, convinti, abbandonano la guarnigione portando via mitragliatrici e mortai per i partigiani francesi e italiani.

Trenta chilometri in bicicletta per liberare tre uomini

Quando Francis, di cui è diventata l’amante, viene arrestato ad agosto insieme a due compagni e portato nella prigione di Digne, Krystyna percorre trenta chilometri in bicicletta per raggiungere il penitenziario. Chiede a una guardia il permesso di vedere suo marito Francis, ma l’uomo le risponde che deve parlare con Max Waem, l’uomo che li ha arrestati. Krystyna riesce a incontrarlo e afferma, mentendo, di essere la nipote del feldmaresciallo Montgomery. «Avete arrestato mio marito Francis con i suoi compagni. Forse non sapete che lui è Roger, l’uomo che avete cercato per tanto tempo. Anche io sono un agente britannico e se libera i prigionieri le prometto che sarà protetto contro le sicure vendette dei partigiani che in questo momento stanno già bloccando le strade di accesso alla città». L’uomo chiede due milioni di franchi che Krystyna riesce a farsi paracadutare e poi fa salire i prigionieri su un furgoncino insieme a lui per raggiungere Seyne, occupata dagli Alleati. Mentre Waem viene arrestato, Krystyna può finalmente abbracciare Francis.

Alla fine della guerra Francis deve tornare dalla moglie e Krystyna si trova a Londra senza lavoro nonostante abbia ricevuto la George Medal e la Croce di Guerra francese. Andrzej adesso vive in Germania e le chiede ancora di sposarlo visto che lei ha ottenuto il divorzio e la cittadinanza britannica. Mentre riflette sulla proposta, Krystyna trova degli ingaggi come hostess sulle navi in partenza per la Nuova Zelanda e per il Sud Africa e durante uno dei viaggi fa amicizia con Dennis Muldowney, uno steward che si innamora perdutamente di lei. Tornati a Londra, però, Krystyna fa di tutto per allontanare l’uomo che è diventato troppo invadente, la segue ovunque, la perseguita. Convinta finalmente a sposare Andrzej, acquista un biglietto aereo per raggiungerlo in Belgio il 16 giugno 1952.

Nella hall appuntamento con la morte

La sera che precede la partenza torna in albergo dopo una cena con amici e trova Dennis ad aspettarla nella hall. Decide di affrontarlo chiedendogli di lasciarla in pace ma lui estrae un coltello e la uccide. Molti amici addolorati partecipano al funerale di Krystyna, fra cui quaranta veterani della Resistenza arrivati dalla Francia. Andrzej muore di cancro nel 1988 a Monaco e le sue ceneri vengono sepolte accanto al corpo della donna che ha amato tutta la vita.

 

L’autore

Cinzia Tani è scrittrice, autrice e conduttrice di programmi radio-televisivi per la Rai. Tra i suoi libri: Sognando California (Marsilio), Premiopoli (Mondadori), I mesi blu (Marsilio), Assassine (Mondadori), Coppie assassine (Mondadori), Amori al bivio (Sperling & Kupfer), I segreti delle donne (Sperling & Kupfer), L’insonne (Mondadori), Il bacio della Dionea (Mondadori), Donne pericolose (Rizzoli). Insegna Storia sociale del delitto presso la Facoltà di Sociologia alla Sapienza di Roma. Tiene un laboratorio di scrittura alla LUISS.

Categoria: Storie di spie

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