Ascesa e declino di Paul Thümmel, l’agente A54

24 giugno 2016

Praga 1939

di Domenico Vecchioni

Praga, 10 febbraio 1936. Il capo del controspionaggio cecoslovacco, Joseph Bartik, riceve una lettera manoscritta, scritta in tedesco, da uno sconosciuto che si propone di svelare notizie di straordinario interesse concernenti l’Abwehr, il servizio di spionaggio militare della Germania. L’anonimo corrispondente precisa di essere in grado di fornire i nominativi di tutti gli agenti nazisti sotto copertura in territorio cecoslovacco, con l’indicazione dei loro nomi in codice, i loro indirizzi personali e persino il loro numero di telefono. Afferma insomma di poter rivelare il funzionamento e i programmi dell’intelligence militare nazista per la Cecoslovacchia. Bartik e i suoi collaboratori appaiono increduli, quasi sconcertati da quell’offerta senza precedenti. Troppo bello insomma per essere vero.

Se lo sconosciuto dice la verità, Praga in effetti potrebbe venire in possesso di informazioni essenziali, determinanti per la stessa esistenza del paese, entrato oramai nelle mire espansionistiche di Hitler. Ma, ovviamente, potrebbe anche trattarsi di una provocazione premeditata proprio dai nazisti per confondere e sviare i servizi segreti di Praga. Ci si può in effetti fidare di un’offerta di collaborazione fatta col metodo più banale che si possa immaginare, cioè per posta? E se invece fosse proprio questa circostanza a rendere credibile la proposta, avanzata magari da qualcuno in una posizione di tale importanza da essere obbligato a seguire la via più anodina possibile?

Le condizioni poste per avviare la singolare collaborazione sembrano accettabili. Lo sconosciuto chiede di non dover svelare la propria identità, né di dover mettere piede sul territorio cecoslovacco. Come compenso, inoltre, reclama di centocinquantamila marchi, di cui quattromila sotto forma di anticipo per appianare un debito di gioco.

In definitiva Bartik e i suoi uomini, pur con tutte le prudenze del caso, decidono che vale senz’altro la pena di tentare e avviano la singolare corrispondenza con l’anonimo agente, ribattezzato ‘A54’ dal nome del fascicolo per lui aperto.

Hanno visto giusto. Le prime informazioni si riveleranno sorprendentemente esatte. A54, a esempio, comunica che l’Abwehr è entrata in possesso di una rubrica – con nomi, indirizzi e pseudonimi – suscettibile di compromettere diversi 007 cecoslovacchi operanti in Germania. Da una rapida verifica effettuata, risulta che effettivamente un ufficiale dei servizi di Praga aveva smarrito, nel corso di un’operazione mal riuscita, il prezioso documento. Si potranno allora prendere in tempo utile le contromisure necessarie.

Le sconvolgenti rivelazioni dell’agente A54 sul futuro della Cecoslovacchia

Contrariamente quindi agli accordi iniziali, insiste più volte per parlare di persona con A54. Alla fine questi cede e l’incontro avviene il 6 aprile 1936 sulla strada che porta a Karlovy-Vary. Dopo aver tanto scritto, A54 finalmente parla e ciò che racconta sconvolge letteralmente Bartik e i suoi uomini.

La spia annuncia infatti gli avvenimenti che, per i successivi cinque anni, interesseranno Praga, rivelando in particolare il progetto tendente alla cancellazione della Cecoslovacchia dalla carta geografica dell’Europa.

Con sconcertante lucidità – siamo ancora nell’aprile del 1936 – prevede anche che Hitler, una volta chiusa la ‘questione Cecoslovacchia’, se la prenderà con la Polonia, successivamente con la Francia e infine attaccherà l’Unione Sovietica.

A54 con le sue dettagliate notizie diventerà sempre più credibile e i suoi rapporti – regolarmente trasmessi da Bartik ai suoi colleghi inglesi – verranno letti con febbrile attenzione, essendo sempre più evidente l’intenzione di Hitler di assalire la Cecoslovacchia.

Praga in definitiva, sulla base di queste insperate informazioni, farà di tutto se non per impedire (chi avrebbe potuto fermare la macchina da guerra nazista pur conoscendone in anticipo le mosse?), quanto meno per ritardare la realizzazione delle mire naziste.

Il 12 maggio 1938, nel corso di un secondo incontro con Bartik, A54 svela in dettaglio i piani segreti studiati per il ‘ritorno’ dei Sudeti alla Germania. Nel nord della Boemia sarebbero stati predisposti ingenti depositi d’armi. Gli attivisti del partito pro-nazista di Konrad Henlein, al momento convenuto, avrebbero dato inizio ad una serie di sabotaggi, distruggendo ferrovie, strade e vie di comunicazione, creando il caos. Dopodiché i ‘tedeschi torturati dai cecoslovacchi’ avrebbero chiesto aiuto ai loro fratelli del Terzo Reich e le truppe naziste di liberazione sarebbero finalmente entrate in Cecoslovacchia. Tutto è stato minuziosamente previsto.

Il governo di Praga, di fronte a notizie così allarmanti della cui veridicità non dubita più, adotta immediatamente drastiche misure di auto-conservazione fin dal 20 maggio: mobilitazione generale, chiusura delle frontiere e richiamo dei riservisti.

Berlino è colta di sorpresa. Non si aspettava tanta fermezza da parte di Praga. Esita, riflette e decide di attendere almeno fino a settembre dello stesso anno, quando a Monaco saranno le stesse grandi potenze a sacrificare la Cecoslovacchia sull’altare della pace, una pace peraltro fragile e incerta.

Daladier, Chamberlain e Mussolini, in effetti, acconsentono alla cessione a Hitler di venticinquemila chilometri quadrati della Cecoslovacchia e di tre milioni di abitanti, senza contare la maggior parte delle industrie che fanno la ricchezza del paese. Ma, come A54 aveva correttamente anticipato, Monaco non sarà che una tappa provvisoria del fatale percorso delineato dal Führer verso l’annessione della Boemia e della Moravia e l’instaurazione di un governo fantoccio filo-nazista in Slovacchia.

Una ‘storia tedesca’. La vera identità dell’agente A54 e il perché di un tradimento

Mentre quindi il cataclisma per Praga si precisa ogni giorno di più, mentre la Cecoslovacchia si sente sempre più abbandonata da quello che una volta veniva definito il ‘concerto della nazioni’, un uomo, un solo uomo, aiuta disperatamente il Paese ad evitare per quanto possibile le trappole naziste. E quest’uomo è un tedesco. Ma appunto chi è A54 e perché informa con tanta dovizia di dettagli i cecoslovacchi?

Paul Thümmel

Paul Thümmel

Paul Thümmel, questo il suo vero nome, nel corso della sua ‘carriera’ adotterà decine di nomi in codice Voral, Breitner, Steniberg, Tooman, René, Franta. è un agente dei servizi segreti tedeschi fin dal 1928. Diventa presto un rispettato membro del partito nazista e convinto sostenitore di Hitler. Nel 1933 entra nell’Abwehr e nel 1934 assume il comando del Centro operativo istituito proprio per le iniziative previste contro la Cecoslovacchia. Insomma fino al 1936 Thümmel prosegue con successo le sue attività di agente segreto e membro del partito. Poi improvvisante si trasforma in agente di una potenza straniera. Perché?

Quali motivazioni lo spingono in definitiva a tradire il proprio Paese?

Il denaro? Dopo le prime notizie fornite a pagamento (richiesta fatta forse per dare maggiore credibilità alla sua proposta), Thümmel continuerà a informare i cecoslovacchi su avvenimenti capitali senza pretendere alcun compenso, anche quando la situazione si farà per lui molto rischiosa. Avrebbe agito così una spia animata esclusivamente dalla prospettiva di fare soldi? Evidentemente no. E allora perché?

A54 costituiva forse una stupefacente pedina giocata nella micidiale e sotterranea rivalità che in Germania oppone i servizi segreti militari (Canaris) a quelli civili (Himmler/Heydrich), diversamente legati alla politica del Führer? Non è impossibile. Tesi suggestiva, che però non si è mai basata su prove e riscontri storicamente validi.

Più probabile ci appare invece la motivazione ideologica, se non ideale. Entusiasta cioè del nazismo iniziale, Thümmel si è successivamente sentito tradito dalle misure sempre più aggressive e antisemite adottate da Hitler. Si convince così che per fermare l’avanzata della piovra nazista non rimanga che aiutare il mondo libero a sconfiggere la Germania? È verosimile.

Dopo l’ingresso delle truppe naziste a Praga nel marzo del 1939, i membri dell’intelligence cecoslovacca riescono fortunosamente a riparare a Londra, proprio grazie agli avvertimenti di A54 e si mantengono operativi tramite i colleghi dell’MI6. Gli uomini di Bartik continuano così a mantenere i contatti con la preziosissima spia mediante i pochi agenti rimasti operativi sul terreno in Olanda. Ed è proprio ai suoi interlocutori olandesi che Thümmel annuncia la fatidica decisione presa da Hitler di invadere la Polonia il 1 settembre 1939, nell’errata convinzione che Francia e Gran Bretagna avrebbero in definitiva ‘lasciato fare’.

Qualche mese dopo anche l’Olanda cadrà nelle mani dei nazisti e sarà lo stesso A54 a comunicare in anticipo la notizia attraverso un annuncio anodino sul giornale Narodni Politika («[…] Francesco va tutto bene. Mi ricordo di te e ti cerco. Gerticka»), consentendo in tal modo ai membri del governo dell’Aia, alla regina Guglielmina e alla sua corte di rifugiarsi sani e salvi in Gran Bretagna.

Le notizie fornite da A54 sono sempre più apprezzate dallo stesso Intelligence Service che fa di tutto per mantenere in vita il contatto. Thümmel in effetti si rivela una vera miniera di informazioni, a volte capitali. Svela tra l’altro i movimenti della Wehrmacht in Finlandia, Lettonia, Estonia, Romania, Bulgaria, Jugoslavia, Ungheria, Grecia, Turchia, Persia ed Egitto. Spetta ora, dopo il crollo dell’Olanda, alla resistenza cecoslovacca mantenere i contatti con A54, che i partigiani ribattezzano Franta. Le notizie che continua a dare sono così importanti che lo stesso Churchill ne viene costantemente informato. Nel maggio 1941 Thümmel, alias A54, alias Franta, riesce anche ad annunciare la notizia dell’operazione Barbarossa, l’attacco di Hitler all’Unione Sovietica.

La scoperta del tradimento dell’agente A54

Il 17 settembre dello stesso anno arriva a Praga Reinhard Heydrich, il vice di Himmler, con la ferma intenzione di farla finita con i partigiani cecoslovacchi che creano crescenti difficoltà e riescono anche, tramite il misterioso Franta, a far pervenire a Londra importanti notizie. Gli ordini di Heydrich sono molto semplici: scovare ed eliminare Franta a tutti i costi. Ma a perdere Thümmel non saranno gli uomini di Heydrich, quanto piuttosto due sfortunate circostanze e un destino beffardo.

Dopo l’occupazione della Jugoslavia, viene trovato nell’ufficio dell’addetto militare britannico un telegramma da Londra da cui si deduce che l’invasione nazista sarebbe cominciata con un bombardamento di Belgrado. Ora i piani di attacco alla Jugoslavia erano gelosamente conservati nella cassaforte dell’Abwehr, cui avevano accesso solo tre persone: il comandante dell’Abwehr di Praga, il suo vice e Paul Thümmel. Avendo accertato che i primi due erano assenti nel periodo preso in esame, per la Gestapo la talpa non poteva che essere Thümmel. Trattandosi però di uno stimato alto funzionario del partito, l’ipotesi viene considerata sul momento poco credibile e le indagini in definitiva abbandonate. A54 è salvo e tira un grosso sospiro di sollievo.

Ma il destino è sempre in agguato. Nell’ottobre dello stesso anno, alcuni partigiani cecoslovacchi vengono sorpresi mentre stanno inviando a Londra importanti notizie con la loro radio-trasmittente. Anche in questo caso si tratta di informazioni che potevano essere conosciute da tre sole persone: il nuovo Protettore della Boemia e Moravia, il Capo della Gestapo Geschke e Thümmel. Ancora Thümmel. Questa volta la Gestapo non ha più dubbi e Franta/Thümmel non può evitare l’arresto.

Per circa tre anni gli sgherri nazisti cercheranno di farlo parlare per conoscere le motivazioni, le finalità e le eventuali complicità nel tradimento. Ma Thümmel resisterà, non parlerà, non spiegherà perché e per chi ha tentato di salvare la Cecoslovacchia a danno del suo stesso Paese.

Il 27 aprile 1945, a pochissimi giorni dalla fine del conflitto (altra beffa del destino), Paul Thümmel, la spia più misteriosa e tra le più efficaci della Seconda guerra mondiale, viene fucilato portando per sempre con sé il suo impenetrabile segreto.

L’autore

Domenico Vecchioni, dopo la laurea in Scienze Politiche, ha vinto il concorso di ingresso nella carriera diplomatica. Ha prestato servizio a Le Havre, a Buenos Aires, a Bruxelles e a Strasburgo ed ha ricoperto presso la Farnesina gli incarichi di Capo segreteria della direzione generale delle relazioni culturali, Capo segreteria della direzione generale del personale, Capo ufficio “ricerca, studi e programmazione”, Ispettore degli Uffici del M.A.E. all’estero. È stato Console generale d’Italia a Madrid e a Nizza. Dal 2005 al 2009 ha ricoperto l’incarico di Ambasciatore d’Italia a Cuba. Storico e saggista, è autore di numerosi volumi. Si è inoltre interessato alle biografie di personaggi celebri, con particolare riferimento ai protagonisti dello spionaggio mondiale.

Per il nostro sito ha scritto anche Garbo, la spia che rese possibile lo sbarco in Normandia.

Categoria: Storie di spie

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