Le volpi argentate

9 marzo 2016
Carla Costa

Carla Costa, giovanissimo (appena 17enne) membro delle Volpi argentate, protagonista di imprese anche molto rischiose

di Roberto Festorazzi

Verso la fine della Seconda guerra mondiale, il Simni (Servizio informazioni militari Nord Italia), una delle più potenti reti di intelligence della Resistenza italiana, riuscì a infiltrare e neutralizzare un’organizzazione fascista tra le più temibili: il cosiddetto “allevamento delle Volpi argentate” che aveva il suo centro a Milano.

Risultato dell’operazione fu la raccolta di una quantità di informazioni di prima mano che ancora oggi costituiscono una delle fonti più considerevoli su questo apparato di spionaggio e controspionaggio. Un gruppo speciale autonomo, sorto nel clima di anarchia della Repubblica sociale italiana, che agì in stretta connessione con i servizi di sicurezza tedeschi della Wehrmacht e della Gestapo. Quella delle Volpi argentate è una delle vicende più affascinanti e intriganti del Novecento.

Il capo

Il caporete era Tommaso David, indicato anche con il nome di copertura di “colonnello De Santis”. Ma chi era, Tommaso David? Nato a Esperia, in provincia di Frosinone, nel 1875, non era certo un novizio quando intraprese la sua più grande iniziativa, alla testa delle Volpi argentate. Nel 1900 era in Cina per reprimere la rivolta dei Boxer, una ribellione nazionalista contro le potenze coloniali. Poi, nel 1911-12, David partecipò alla guerra contro la Turchia, per la conquista della Libia. E successivamente fu mae­stro di scherma all’Accademia navale di Livorno. Aderì al movimento fascista e nel 1941, quando le truppe italiane occuparono la Dalmazia, ottenne la concessione per coltivare ostriche nel Canale di Morlacca, il braccio di mare che separa la Croazia dall’arcipelago del Quarnero.

Iniziò da lì la scalata del nostro protagonista dentro l’intelligence militare. Costituita infatti una banda di irregolari, lottò in Iugoslavia contro i partigiani comunisti di Josip Broz, il maresciallo Tito. Lo sprezzo del pericolo, gli valse una certa popolarità tra i suoi uomini. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, David reclutò giovani da impiegare come spie nell’Italia occupata dagli Alleati. Lo stesso Mussolini lo soprannominò Nostromo e lo invitò al suo quartier generale di Gargnano, sul lago di Garda. Dopo un periodo a Roma David costituì un’unità militare speciale a Milano, nella Villa Hike di corso Ravizza.

Spie in gonnella

La super-spia Tommaso David aveva un debole per le giovani donne e ne reclutò un certo numero anche per finalità legate al suo incarico. Il “colonnello De Santis” mise così in piedi una sorta di harem in cui spiccavano ragazze di eccezionali abilità, quali agenti segreti in gonnella: erano loro le Volpi argentate. Tra queste la diciassettenne Carla Costa, la quale, per i suoi straordinari meriti sul campo, divenne il simbolo del gruppo.

David – detto anche “lo Scugnizzo” per i suoi modi da spaccone – dirigeva il suo ufficio dal covo di via Ravizza, dove viveva con l’amante, una slava alta, magra, capelli castani, occhi scuri, che si chiamava Maria, o Maruska. Da qui passarono queste scaltre eredi di Mata Hari: Gianna, di Gaeta, 18-20 anni, mora, alta, snella, sempre armata di pistola; Alma, meridionale, alta un metro e sessantacinque, mora, formosa; Carla, romana 18-20 anni, piccola, piuttosto grassa, capigliatura folta, lunga e nera, occhi scuri; infine, il tenente Sandra.

“Tanto la Sandra quanto la Carla”, si legge in una delle relazioni del servizio segreto partigiano, “tengono i loro documenti nascosti dentro la pianta degli zoccoli ortopedici, nei quali fu praticato un foro ricoperto da una suola di gomma. Il calzolaio che compì detto lavoro abita in via Previati a Milano”. Il documento così prosegue: “Presso il colonnello De Santis si reca spesso, provenendo da Parma, un tenente di 30-35 anni, statura media, capelli neri con baffi, che si fa chiamare signor Mario. […] Questo tenente è il capo di una missione di spionaggio di stanza a Parma ed accompagna gli uomini in prossimità delle linee rifornendoli di documenti e di denaro”.

Le Volpi collaboravano con un apparato che aveva sede a Como, “in una villa signorile sulla destra (salendo) della funicolare che reca a Brunate, dove abita anche una contessa della quale si ignora il nome. Capo di questa organizzazione è un certo tedesco Bock, che veste sempre in borghese in modo elegante, parla benissimo l’italiano e il dialetto milanese; è alto un metro e settanta, capelli neri, occhi chiari, viaggia con una fuoriserie di colore bleu scuro esternamente e in pelle rossa internamente. Quasi sempre la macchina è guidata da un certo Eberardo, tedesco, che parla con difficoltà l’italiano ed è anche l’operatore radio di una trasmittente ricevente posta nella villa, che è anche sede di una scuola radio per agenti dello spionaggio, frequentata da una decina di elementi di ambo i sessi”.

Controspionaggio

Le dettagliatissime informative del Simni parlano anche degli istruttori delle Volpi, militari tedeschi come il professor Reiner e il dottor Martell, e un tale Caprini, forse di nazionalità italiana. Il documento dell’intelligence partigiana aggiunge un altro tassello alla rete di spie in gonnella: “Di questa organizzazione fa parte anche un certo dottor Kurt Cora, tedesco, 28-30 anni, alto un metro e ottanta, capelli lisci e biondi. Cora ha un ufficio presso Porta Nuova, con telefono n. 632946. Fidanzata del dottor Cora è certa Katia o Sardonia: studentessa in ingegneria, 18 anni, marchigiana, capelli lunghi neri, ha esplicato incarichi al servizio della Gestapo nell’Italia liberata”.

Nel Dopoguerra David riuscì a evitare l’incriminazione per collaborazionismo. Ebbe un’esplosione di notorietà nei primi Anni ’50, quando offrì inutilmente all’allora presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, la consegna del carteggio Churchill-Mussolini in cambio di favori politici ed economici. Dopodiché tornò nell’ombra. Morì a Genova, il 12 novembre 1959.

© Mondadori Scienza SpA

Tratto, per gentile concessione della casa editrice e dell’autore, da «Focus Storia» n. 113, marzo 2016 – Mondadori Scienza SpA

 

Categoria: Storia d'intelligence

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