Carte segrete dell’intelligence italiana 1861-1918

6 giugno 2014

Copertina: Carte segrete dell'intelligence italiana. 1861-1918

Raccontare la storia dell’intelligence italiana attraverso una lettura delle sue “carte segrete”, che unisca la scientificità propria dell’accademia alla fascinazione della narrazione divulgativa.

È questo che vi proponiamo con la pubblicazione del libro della prof. Maria Gabriella Pasqualini Carte segrete dell’intelligence italiana. 1861-1918  stampato nel 2006 in un’edizione fuori commercio e reso così disponibile, per la prima volta, a tutti gli appassionati.

Un testo che ripercorre, come in un ideale viaggio, gli eventi che vanno dall’Unità d’Italia alla fine della Prima guerra mondiale e che vi farà conoscere le piccole e grandi vicende e le voci di quegli uomini che, lontano dalla ribalta della cronaca o dagli onori delle rievocazioni storiche, hanno contribuito a costruire il nostro Paese e a garantire la sicurezza e la libertà delle sue Istituzioni.

Il Regno d’Italia inizia a organizzarsi come Stato Unitario anche nei riguardi dell’intelligence. Una prima esperienza: la Campagna del 1866. Le informazioni affluiscono in gran numero. Sono reclutati informatori e agenti fiduciari con una rete complessa. La prima SIGINT d’epoca… segnali e bandierine…

La riorganizzazione dell’Esercito comporta continui mutamenti organici nella raccolta informativa che prosegue anche fuori dal territorio nazionale. Iniziano le prime esplorazioni geografiche che sono vere missioni d’intelligence.

1882 e anni seguenti: inizia a cambiare la filosofia della raccolta informativa e ne consegue una diversa organizzazione del Servizio Informazioni, che però sarà basato prevalentemente sui rapporti molto attenti degli Addetti Militari. Questi ufficiali, pur non potendo organizzare reti informative, tuttavia fornivano analisi e notizie di grande interesse agli effetti della redazione di monografie per vari Stati, amici o nemici.

Il Servizio Informazioni si struttura più organicamente. Molti ufficiali geografi fanno missioni: relazioni, rapporti, disegni, analisi puntuali, tra le quali quelle di Luchino Dal Verme, Carlo Samminiatelli, il Conte Salimbeni… e uomini d’affari, come il Labi e il Mamoli dalla Tripolitania e dalla Cirenaica contribuiscono alla conoscenza di quei territori. Nel 1892 le Nuove Norme di Servizio per il Comando del Corpo di Stato Maggiore riguardano anche l’organizzazione della raccolta informativa.

L’Ufficio/Sezione Informazioni del Corpo di Stato Maggiore scompare dall’organigramma ma esiste e lavora moltissimo. La prova è nel timbro verde che viene apposto ‘attergato’ a tutti o quasi i rapporti che gli Addetti militari inviano dalle sedi di accreditamento intorno al 1880 e anni seguenti. E che esista ne è anche prova un Elenco delle pratiche trattate dall’Ufficio ‘I’ relative a  proposte fatte su questioni di notevole importanza con la indicazione della soluzione che ebbero dal Ministero. Il Colonnello Capo – Ufficio Garioni: elenco dettagliato… che testimonia, se ve ne fosse stato ancora bisogno, l’esistenza dell’Ufficio Informazioni.

Con un Ordine del giorno  23 agosto 1906 l’Ufficio ‘I’ ricompare ufficialmente nell’organigramma. Intanto continua l’attività informativa in Libia e negli altri territori ottomani  e inizia l’idea di andare in Libia, nella ‘Quarta sponda’: occorrono notizie dettagliate sui forti turchi, sulla consistenza delle forze ottomane in quel territorio lontano dalla capitale Costantinopoli.

Una nuova Istruzione per il funzionamento interno del Comando del Corpo di Stato Maggiore riguardava anche la parte relativa alle ‘informazioni’ per le prescrizioni agli gli addetti militari all’estero e per gli  ‘incarichi speciali’: infatti l’Istruzione  si occupava di tutta la struttura del Comando e quindi anche dell’Ufficio ‘I’ ormai fisso e palese.

Nel 1912 di particolare interesse una  Raccolta delle Norme e Disposizioni per gli addetti militari presso le Rappresentanze diplomatiche estere che dava disposizioni ferree agli addetti di non entrare in contatto con spie, emissari, o agenzie d’informazione… ma la realtà fu ben diversa.

L’organizzazione del Servizio Informazioni durante il primo anno della Prima Guerra mondiale si assesta. Nel secondo anno di guerra il Servizio Informazioni viene riordinato sulla base delle esperienze fatte, rilevando gli inconvenienti occorsi. Durante il terzo anno gli Uffici Informazioni d’Armata sono riorganizzati per permettere al Servizio Informazioni di migliorare le proprie conoscenze e elaborare con rapidità la maggiore somma di dati utili e positivi.

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Categoria: Storia d'intelligence

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