Studiare il terrorismo a “Tor Vergata”

14 novembre 2013

Centro Antiterrorismo Università Tor VergataUn centro di studi sul terrorismo in grado di organizzare la ricerca nel nostro Paese, crescere una nuova generazione di studiosi, diventare il punto di riferimento per tutti quegli italiani che, nel settore, hanno ottenuto visibilità internazionale e lavorano per analoghi istituzioni straniere.

È questo, ma non solo, l’obiettivo che un gruppo di studiosi italiani, con la collaborazione di alcuni tra i più importanti ricercatori internazionali, si è dato con la creazione del Centro per lo studio del terrorismo all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Il Centro è stato fondato dal sociologo Alessandro Orsini e da un gruppo di professori di Tor Vergata, tra cui Franco Salvatori e Gianluca Cubadda, rispettivamente direttori del Dipartimento di Scienze Storiche e del Dipartimento di Economia e Finanza, in collaborazione con il professor Vincenzo Atella, Direttore del  Centro Interdipartimentale di Studi Internazionali sull’Economia e lo Sviluppo (CEIS). Nel Comitato Scientifico sono presenti alcuni tra i più importanti studiosi internazionali come John Horgan e Mia Bloom dell’Università di Boston, Ariel Merari dell’Università di Tel Aviv,  Alex Schmid della University of St. Andrews e Peter Neuman del King’s College di Londra.

Scopo del Centro è la promozione, l’organizzazione e il coordinamento, in un’ottica multidisciplinare, delle attività di ricerca e formazione su terrorismo e radicalizzazione per dare visibilità agli studi di eccellenza già presenti nel nostro paese, e a quelli in divenire, e far crescere una nuova generazione di studiosi italiani capaci di pubblicare con le più autorevoli case editrici o riviste scientifiche internazionali, classificate in fascia A dall’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (Anvur), senza distinzione di settore disciplinari.

L’intero progetto nasce dall’esperienza diretta di Alessandro Orsini, Research Affiliate al Massachusetts Institute of Tecnology (MIT), che ha potuto verificare, nel corso della sua attività di ricerca negli Stati Uniti, la notevole disponibilità di fondi per finanziare gli studi sul terrorismo che però l’Università italiana non riesce a intercettare in maniera pienamente efficace. Questo, secondo Orsini, è uno dei motivi per cui gli studenti più capaci, una volta conseguita la laurea, si recano all’estero per proseguire il loro lavoro di ricerca. Il Centro lavorerà proprio per impedire ciò, sforzandosi di ottenere una parte di quei fondi per creare borse di studio destinate ai giovani laureati più promettenti.

In questo modo sarà anche possibile recuperare quei ricercatori italiani che oggi svolgono attività di ricerca sul terrorismo prevalentemente fuori dal nostro Paese e, nel contempo, creare un ambiente davvero meritocratico in cui si venga selezionati unicamente in base alle proprie reali capacità, misurate sul criterio del prestigio delle pubblicazioni internazionali.

Il Centro per lo Studio del Terrorismo dell’Università “Tor Vergata” è aperto alla collaborazione di tutti gli studiosi della tematica.

Tra gli ambiti di ricerca del Centro – grazie al contribuito di Alessandro Orsini che da alcuni anni collabora con l’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo (Aviter) e partecipa alle iniziative della Commissione Europea – vi è lo studio del ruolo che le vittime del terrorismo possono svolgere nel contrasto culturale e pedagogico ai processi di radicalizzazione cognitiva che conducono all’azione terroristica. A riprova di ciò, il 15 e 16 ottobre 2013, il Centro ha ospitato un meeting internazionale promosso e finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del progetto Radicalisation Awareness Network (Ran) – Voci delle Vittime del Terrorismo.

Tag:

Categoria: Sicurezza in-formazione

Su