Il contesto

La legge 124/2007 e gli archivi storici dell’intelligence

Il 3 agosto 2007 con la legge n. 124 viene varata la riforma del sistema di intelligence, che stabilisce, tra l’altro, il principio che anche la documentazione degli archivi del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica fa parte del patrimonio culturale del Paese, entrando nel sistema di conservazione della memoria storica nazionale.

Viene infatti previsto che la documentazione degli archivi del DIS, dell’AISE e dell’AISI sia progressivamente versata, secondo modalità mutuate dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, all’Archivio centrale dello Stato, dove sarà conservata permanentemente e destinata alla pubblica fruizione da parte di ricercatori e cittadini. In tal modo, al patrimonio documentario degli organismi viene formalmente riconosciuta la valenza di bene culturale.

La legge di riforma e i conseguenti regolamenti di attuazione disegnano, in linea generale, un nuovo modello organizzativo degli archivi del Sistema basato su criteri uniformi e razionali di gestione e conservazione documentale, conformi a quelli stabiliti dalla normativa vigente in materia per la pubblica amministrazione.

In tale quadro, sono istituiti presso il DIS gli “archivi storici” degli organismi di intelligence – di fatto archivi di deposito – presso i quali viene transitoriamente custodita e organizzata secondo precisi criteri tecnico-archivistici la documentazione in attesa che decorrano i termini temporali stabiliti dalla normativa per il versamento all’Archivio centrale dello Stato.

La direttiva Renzi

Con la direttiva del 22 aprile 2014 il Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi ha disposto, di propria iniziativa, che vengano resi consultabili i documenti conservati presso tutti i ministeri e gli organismi di intelligence relativi agli eventi di:

  • Piazza Fontana (1969)
  • Gioia Tauro (1970)
  • Peteano (1972)
  • Questura di Milano (1973)
  • Piazza della Loggia (1974)
  • Italicus (1974)
  • Ustica (1980)
  • stazione di Bologna (1980)
  • Rapido 904 (1984).

Per raggiungere questo risultato, il Presidente del Consiglio si è rivolto a tutti i Ministri e al Sottosegretario delegato per l’intelligence e ai vertici del DIS, dell’AISE e dell’AISI, disponendo che i documenti fossero declassificati se recanti una classifica di segretezza, e versati agli Archivi di Stato anticipatamente rispetto al termine ordinario di 30 anni previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Ciascuna amministrazione provvede autonomamente per la propria documentazione.

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