Un pezzo di storia italiana

10 dicembre 2014

Mettere migliaia di fascicoli e documenti a disposizione di cittadini, studiosi, giornalisti anticipando in modo significativo i tempi di versamento all’Archivio centrale dello Stato, e farlo nella maniera più accurata e basata su criteri scientifici condivisi con il Ministero dei beni delle attività culturali e del turismo, comporta un lavoro complesso e minuzioso che, dal 22 aprile 2014 – giorno della firma della direttiva del Presidente Renzi – ha coinvolto il personale degli archivi degli organismi di informazione per la sicurezza.

Un lavoro che oggi, grazie all’attenzione del Presidente del Consiglio, dà compimento a un percorso iniziato con la legge 124/2007, che ha riformato il sistema di intelligence nazionale e ha stabilito, tra l’altro, che la documentazione presente nei suoi archivi sia parte integrante del patrimonio culturale del Paese.  Con questa direttiva ciò che, per anni, è stato immaginato e percepito come nascosto, o sistematicamente preservato agli occhi dell’opinione pubblica, è entrato ufficialmente a far parte della memoria storica nazionale e come tale è stato reso disponibile a quanti vogliano comprendere alcuni dei più tragici eventi della storia della Repubblica italiana.

Un lavoro che non si esaurisce qui. I fascicoli, e i documenti in essi contenuti, disponibili dal 10 dicembre 2014 per la consultazione in formato digitale presso l’Archivio centrale dello Stato costituiscono solo la prima fase di un versamento che continuerà nel corso del 2015.

Nei documenti che verranno resi disponibili non si troveranno documenti già coperti dal “segreto di Stato”.  Per legge, infatti, il segreto di Stato non può riguardare informazioni relative ad atti terroristici, stragi e eventi di mafia. Inoltre bisogna ricordare che le Procure, negli anni, hanno indagato su ogni singolo evento e hanno già potuto accedere a quanto contenuto nei fascicoli che ora divengono pubblici, così come le Commissioni parlamentari di inchiesta che hanno, nel tempo, acquisito la documentazione dell’intelligence.

Nei documenti versati si potrà ritrovare la memoria di un Paese scosso da gravissime vicende, un atto dovuto da una Repubblica ormai matura nei confronti di quanti hanno vissuto e subito quegli eventi in tutta la loro tragicità. Una memoria esposta senza alcuna remora, ma sempre nel rispetto della sicurezza nazionale garantita  tramite l’apposizione di interventi grafici (obliterazioni) a tutela di singole informazioni che sono ancora sensibili. Si tratta di interventi effettuati allo scopo di rendere i documenti immediatamente fruibili nel rispetto della normativa dei Beni culturali che stabilisce specifiche decorrenze per la consultabilità dei documenti contenenti dati relativi alla politica estera e interna dello Stato e alla sfera personale. Se la modalità di protezione tramite obliterazioni non fosse stata attuata, i tempi per la consultabilità dei documenti sarebbero stati notevolmente posticipati.

Il versamento all’Archivio centrale dello Stato è un momento molto importante per la storia del nostro Paese. Anche la documentazione prodotta oggi dagli organismi di intelligence diventerà un giorno storia e come tale verrà letta, analizzata e interpretata dalle generazioni a venire. E siamo tutti parte di questa storia.

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