Studenti a lezione di Intelligence alla Lateranense

29 aprile 2015

Shomèr, sicurezza internazionale e costruzione della pace

Costruire percorsi di conoscenza e sicurezza, per contribuire alla pace. È l’obiettivo che vede insieme il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) e la Pontificia Università Lateranense (PUL), in una strategia che intende allungare il campo delle collaborazioni ma si propone anche come un cantiere di sicurezza partecipata in vista del grande appuntamento del Giubileo straordinario della Misericordia. Chiesa e Intelligence si confrontano sui temi della sicurezza e della pace in un incontro pubblico tenutosi nell’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense. È stata un’occasione per mettere a fuoco alcune questioni legate alle emergenze internazionali: dai drammi umanitari all’accoglienza degli immigrati, dalle minacce senza volto del terrorismo molecolare alle frontiere delle nuove povertà e del disagio sociale, con l’intento di proporre ai giovani un progetto formativo che offra loro strumenti per decodificare e gestire le crisi del nostro tempo, alzando la soglia della prevenzione.

All’incontro Shomèr. Sicurezza internazionale e costruzione della pace, hanno partecipato il Magnifico Rettore della PUL, mons. Enrico dal Covolo, il Direttore generale del DIS, ambasciatore Giampiero Massolo, il Comandante della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani, il Direttore della Scuola di formazione del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, Bruno Valensise, il Responsabile della comunicazione istituzionale del DIS, Paolo Scotto di Castelbianco e il prof. Vincenzo Buonomo, ordinario di Diritto internazionale della PUL. Ha introdotto Manuel Arroba Conde, Preside dell’Institutum Utriusque Iuris della PUL, mentre a moderare i lavori sarà Marcello Volpe, docente incaricato di Istituzioni di Diritto Pubblico Comparato della PUL. Il titolo dell’appuntamento, Shomèr, che in ebraico significa sentinella, guardiano, trae spunto da una citazione del profeta Isaia (21,11-12) ed esprime il bisogno di vegliare e avvertire, di porre domande e leggere dentro le cose.

Amb. Massolo e Mons. Dal Covolo

L’amb. Giampiero Massolo e mons. Enrico Dal Covolo

Tra i diversi punti della futura collaborazione tra il DIS e l’Istitutum Utriusque Iuris della Lateranense, la realizzazione di corsi di studio comuni post lauream e l’istituzione di progetti di formazione, messi a disposizione dal Comparto Intelligence, per giovani studenti provenienti da aree di crisi del Medio Oriente.

“Occorre fuggire dalla tentazione di guardare la realtà dalla finestra – spiega mons. Enrico dal Covolo, Rettore della Lateranense – vogliamo raccogliere le sfide che arrivano da un mondo scosso dalla povertà e dai drammi dell’immigrazione. Le questioni della sicurezza internazionale riguardano ciascuno di noi, né si può restare in silenzio rispetto al dramma della persecuzione dei cristiani”. “L’Università Lateranense – prosegue dal Covolo – promuove formazione per costruire umanità, perché quando manca la ragione arriva l’Apocalisse della violenza e dell’intolleranza. Shomèr, sentinella, è ciascuno di noi quando fa parlare la propria coscienza e fa spazio alla verità e all’altro, contro la notte di ogni paura e pensiero unico”.

“Dobbiamo sempre più fare squadra e serrare le maglie della rete di una sicurezza davvero partecipata”, sottolinea l’ambasciatore Giampiero Massolo, Direttore generale del DIS. Che rilancia: “Intelligence e cittadini sono sullo stesso fronte contro la liquidità di minacce asimmetriche che cercano di colpire al cuore la libertà e la democrazia, il pensiero e la capacità di futuro di interi popoli e culture”. “In questo percorso – rimarca l’ambasciatore Massolo – è da apprezzare l’impegno della la Pontificia Università Lateranense che apre le porte al confronto su temi comuni e di grande rilievo come quelli della prevenzione e della sicurezza internazionale, trasformandoli in sfide educative. Sono percorsi che guardano lontano – conclude il Direttore generale del DIS – e scelgono di declinare insieme all’Intelligence Community una narrazione più umana e solidale del nostro tempo di incertezze. La partita della sicurezza è un gioco di squadra”.

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