Raccontateci l’intelligence. Pioggia di tweet a Gorizia

29 ottobre 2015

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‘Raccontateci l’intelligence, chi siete e cosa fate per la sicurezza di tutti’. Pioggia di tweet dei giovani studenti dell’Università di Trieste che nel corso dell’incontro, tenutosi il 28 ottobre nell’Aula Magna del Polo Universitario di Gorizia, si sono confrontati a tutto campo, social network compresi, con il sottosegretario Marco Minniti, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica. Occasione dell’incontro, la tappa numero 21 del roadshow che da ottobre 2013 vede il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica dialogare con gli studenti nelle principali Università italiane, collaborando con i centri di ricerca e di eccellenza.

Ai giovani i ‘Servizi 3.0’ raccontano chi sono e cosa fanno, avviando percorsi culturali condivisi e progetti per decodificare insieme la realtà liquida del nostro tempo e costruire sicurezza partecipata. Un impegno strategico che chiede a tutti di fare rete di fronte a minacce asimmetriche e puntiformi. Mentre le nuove sfide richiedono skills e risposte precise, si assiste alla nascita di un nuovo ‘patto’ tra intelligence e cittadini. Una storia di percezione i cui tag non sono più diffidenza e sospetto, ma fiducia, apertura e collaborazione.

Intelligence Live all'Università di Trieste - Polo di Gorizia

Nel corso dell’incontro gli studenti hanno interagito twittando le loro domande

Sicurezza, alleanza strategica tra intelligence e università

«È necessaria un’alleanza strategica tra mondo dell’università e intelligence», ha detto Minniti. «Stiamo andando a farci conoscere per le università – ha detto l’Autorità delegata – perché la connessione tra la pratica della conoscenza e la sofisticazione della conoscenza è inversamente proporzionale all’età. Più si va avanti e meno si è capaci di comprendere la conoscenza complessa. E le nuove generazioni hanno una marcia in più: non deve sorprendere allora che alcuni Servizi abbiano pensato di avere addirittura leve di arruolamento sotto i 18 anni». «Siamo orgogliosi di queste 21 tappe del nostro roadshow negli atenei italiani – ha sottolineato il sottosegretario – abbiamo incontrato migliaia di studenti: abbiamo bisogno della loro passione e cultura. E abbiamo fatto una piccola ‘rivoluzione copernicana’, con l’assunzione di 30 giovani dalle università italiane».

Isis, decine di migliaia i militanti in ‘legione straniera’

L’Isis «fa un uso parossistico della violenza, che è la comunicazione della stessa violenza. In appena 18 mesi, con modalità da blitzkrieg, lo Stato islamico è passato da parte minoritaria dello schieramento in Siria a componente fondamentale del terrorismo internazionale, anche grazie a un’imponente ‘legione straniera’ che può contare su decine di migliaia di componenti che arrivano da 100 Paesi del mondo», ha detto Minniti nel suo intervento dal titolo ‘Intelligence e sfide per la sicurezza’. «Dobbiamo capire – ha aggiunto – cosa spinge questi ragazzi a lasciare famiglie e case per andare a combattere in Siria e Iraq e magari, in prospettiva, diventare quelli che tornano a casa per costituire gruppi locali affiliati». «Non dobbiamo farci vincere dalla paura del terrorismo – è stato il monito del sottosegretario – l’Is punta a questo: se l’opinione pubblica viene travolta dall’angoscia collettiva, i governanti risultano più deboli nell’affrontare le minacce. Il terrorismo è una sfida globale e irriducibile, dobbiamo avere consapevolezza che la partita è cruciale, ma soccombere alla paura – ha rimarcato Minniti  – significa consentire ai terroristi di vincere un pezzo della loro partita. Compito della sicurezza nazionale è costruire una rete perché la paura non prevalga, e i cittadini siano difesi. L’intelligence ha un compito fondamentale – presidiare i confini di una democrazia».

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Giubileo, guardia molto alta ma nessun allarmismo

«Livello di impegno massimo e guardia molto alta, ma nessun allarmismo», ha quindi spiegato il sottosegretario Minniti, in riferimento al Giubileo della Misericordia, che si aprirà il prossimo 8 dicembre. «Come tutti i grandi appuntamenti, comporta massimo di vigilanza e attenzione – ha aggiunto – nei prossimi giorni il ministro dell’Interno ha convocato un Comitato nazionale per la sicurezza pubblica, che si svolgerà su questi temi per fare un primo bilancio e avere un piano di sicurezza per il Giubileo». «C’è una collaborazione notevole, già ampiamente sperimentata – ha assicurato l’Autorità delegata – tra le forze di Polizia e l’intelligence. Il livello di impegno è massimo e la guardia è molto alta come è giusto che sia in questa situazione. Non si può lasciare nulla di intentato e soprattutto non bisogna sottovalutare nulla, per garantire la sicurezza degli italiani e dei cittadini che parteciperanno al Giubileo».

Migranti, nessun Paese può essere lasciato solo
«È evidente che la guardia deve rimanere molto alta», ha poi sottolineato Minniti parlando delle politiche migratorie e degli ultimi sviluppi sulla rotta balcanica.«Sicuramente – ha aggiunto – il Friuli Venezia Giulia ha un ruolo strategico. È un passaggio cruciale perché è al centro della rotta balcanica e noi sappiamo che in questo momento c’è una ripresa attraverso questa rotta ed è chiaro che questo comporta la massima attenzione. Lo facciamo naturalmente anche d’intesa con gli altri Paesi e con i Paesi balcanici in un rapporto di comunicazione molto importante». Minniti ha poi sottolineato che sui flussi migratori«l’Europa si è resa conto che questa è una partita che deve essere gestita in maniera sovrannazionale. Nessun Paese – ha precisato – può essere lasciato solo, perché la partita così non si risolve. È chiaro che quando si governa un piano di accoglienza questo deve andare di pari passo con la sicurezza. Accoglienza e sicurezza sono due facce della stessa medaglia».

Intelligence Live all'Università di Trieste - Polo di Gorizia

Un incontro, quello nel Polo Universitario di Gorizia, che ha indicato molti spunti di riflessione. Dopo i saluti introduttivi del Magnifico Rettore, Maurizio Fermeglia, e della prof.ssa Sara Tonolo, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, il programma dei lavori ha visto gli interventi dell’Amm. di Squadra, Ferdinando Sanfelice di Monteforte, docente di Studi strategici, su ‘Il concetto di sicurezza nazionale in Italia’ e di Alberto Bartoli, docente di Reti di Calcolatori, che ha trattato il tema ‘La Cyber-Security’.

Paolo Scotto di Castelbianco, Direttore della Scuola di formazione e responsabile della Comunicazione istituzionale del Comparto intelligence, ha dialogato con gli studenti sul tema ‘Intelligence… conosciamola meglio’. Proseguendo nel miglio di un’intelligence che ‘ci mette la faccia’ e costruisce ponti. Un impegno per diffondere la cultura della sicurezza. «Perché – ha concluso il sottosegretario Minniti – libertà è sicurezza».

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Categoria: Archivio notizie

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