Minniti, nessuna divisione su sicurezza e lotta al terrorismo

26 settembre 2016

Marco Minniti, Autorità delegata

«La sicurezza nazionale e la lotta al terrorismo sono patrimonio di tutti, e non ci si può dividere. Il tema della paura non può e non deve essere utilizzato per lucrare qualche piccolo beneficio elettorale. La questione della sicurezza va tenuta fuori dalle asprezze» del confronto. A rimarcarlo è stato il sottosegretario Marco Minniti, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, intervenuto sabato 24 settembre al convegno «Sicuri contro il terrorismo» organizzata dal Centro Studi Aldo Moro, a Viterbo.

«Solidarietà e sicurezza sono due facce della stessa medaglia – ha spiegato Minniti – una grande democrazia non può rinunciare alla solidarietà. Se si sbaglia il mix, alla fine ci sarà un’onda che cancellerà sia la solidarietà sia la democrazia». Ma questo «non può essere un problema solo italiano. Gli attentatori di Parigi o di Bruxelles – è stata l’analisi del sottosegretario – non erano arrivati con i barconi o i gommoni: era gente che viveva lì da anni. Se non si capisce questo, saremo lontani da una soluzione». Dunque «il contrasto all’immigrazione clandestina non si gioca a Pozzallo: la partita va giocata in Libia. L’Africa è lo specchio dell’Europa: se l’Africa va male, anche l’Europa andrà male. Solo con un approccio globale se ne potrà venire a capo».

Per il contrasto e la prevenzione del traffico di clandestini, a Tripoli, lunedì 26 settembre, «si riunirà una Sala operativa congiunta» con rappresentanti delle forze di sicurezza libica e delle nostre forze di Polizia, insieme all’Intelligence e a uomini della Difesa, ha annunciato Minniti, sottolineando come l’attività fondamentale di prevenzione vada svolta in Libia, da dove arrivano «il 91% dei migranti che sbarcano in Italia».

«Lo Stato islamico – ha fatto notare il sottosegretario con delega all’Intelligence – è convinto che le democrazie hanno il punto di fragilità nell’opinione pubblica, perché impaurendo la gente si minano le basi della democrazia. L’obiettivo dei terroristi è cancellare la democrazia, renderla fragile. Ma la democrazia vince la sua partita con le armi della democrazia».

Aldo Moro, ha ricordato Minniti, «uno dei padri della Repubblica italiana, venne sequestrato e ucciso. Tutto questo avrebbe potuto far morire la democrazia, ed era il vero obiettivo dei terroristi. La democrazia invece ha retto, è scattato un meccanismo di fondo che mi auguro sia diventato permanente: quando c’è una sfida che non è solo a una parte politica ma alla democrazia, gli italiani rispondono. Teniamo sempre presente questa lezione. Questo Paese discute di tutto, ma quello che dobbiamo tenere fuori dall’asprezza è il tema della sicurezza nazionale. L’unità rispetto al terrorismo è patrimonio dell’Italia», ha concluso.

 

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