Minniti: «IS perde terreno, ma l’Occidente sappia agire unito»

21 giugno 2016

Marco Minniti al Convegno 'Terrorismo e nuove tecnologie'

«Lo Stato Islamico perde significativamente terreno in Iraq, Siria e Libia ed è arrivato quasi al dimezzamento delle fonti di finanziamento». Lo ha detto il sottosegretario Marco Minniti, Autorità delegata per la Sicurezza della Repubblica, intervenendo alla presentazione della ricerca realizzata da Orft (Osservatorio sul riciclaggio e sul finanziamento al terrorismo, Fondazione Bruno Visentini) in collaborazione con Osfide (Osservatorio sulla sicurezza e la difesa, Università Tor Vergata) ‘Terrorismo e nuove tecnologie’.

Daesh perde terreno, ha spiegato Minniti, «per l’attività della grande coalizione che lo contrasta in Iraq e Siria, mentre in Libia ci sono esclusivamente le milizie libiche che stanno combattendo per liberare Sirte. L’importante – ha aggiunto – è che ci sia una parte del mondo arabo. Sarebbe infatti un regalo ai terroristi configurare un conflitto tra Occidente ed Islam». Per vincere la guerra contro il Califfato «bisogna tenere insieme l’aspetto militare, quello di prevenzione e quello politico-diplomatico». E in tema di prevenzione, Minniti ha elogiato il sistema italiano basato sul Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa), «che vede seduti allo stesso tavolo magistratura, forze di polizia e intelligence», sottolineando che «c’è un reale scambio di informazioni». «Abbiamo di fronte una partita molto impegnativa in cui non abbiamo altri risultati se non la vittoria; non è possibile un pareggio e meno che mai è pensabile una sconfitta», ha rimarcato il sottosegretario con delega all’Intelligence.

«I foreign fighters dell’Isis sono diverse migliaia – ha quindi sottolineato Minniti – e rappresentano la più grande legione straniera del mondo: vengono dall’Europa, da ogni parte. Sono nostri concittadini, non vengono da chissà dove, sono partiti dalle periferie europee, hanno il passaporto europeo, per andare a combattere in Siria ed Iraq». «Non prestiamoci – ha spiegato Minniti – ad una lettura troppo semplice e pensare che siano altro da noi, anche se il modo migliore per esorcizzare una minaccia e considerarla lontana da noi. I combattenti – ha aggiunto – per Isis sono la truppa per la capacità simmetrica, quelli che combattono sul campo, ma poi possono svolgere anche la capacità asimmetrica, tornando nel Paese di provenienza e svolgendo l’attività terroristica».

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