Minniti: «Intelligence e università insieme nella sfida cyber»

11 ottobre 2016

Roadshow Intelligence Live
«Per la cyber security abbiamo costruito uno straordinario rapporto intelligence-accademia con una rete di sicurezza partecipata fatta di 500 docenti e 34 facoltà italiane che collaborano con noi. Una potenza intellettuale straordinaria grazie alla Scuola di formazione del Comparto Intelligence. Inoltre sul fronte del radicalismo islamico abbiamo costruito una commissione che studia gli effetti della radicalizzazione». Lo ha detto il sottosegretario Marco Minniti, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, intervenendo all’incontro ‘Intelligence live’, che si è tenuto all’Università di Padova, nell’Aula Magna di Palazzo Bo, 25esima tappa del roadshow promosso dal Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica nei principali atenei italiani.

«Abbiamo una minaccia davanti – ha proseguito Minniti – che non ci accompagnerà per un periodo breve e che è decisamente complicata se si pensa che il 90% dei terroristi che hanno compiuto attentati si sono radicalizzati sul web. Daesh ha costruito un’egemonia del terrore, e per affrontare questa sfida abbiamo bisogno di competenze, per questo ci confrontiamo con le eccellenze nelle università».

«Negli ultimi due anni –  ha fatto notare il sottosegretario – abbiamo assunto 60 giovani provenienti dagli atenei italiani. Una piccola rivoluzione copernicana, grazie alla quale sono entrati a far parte energie competenze del Comparto Intelligence direttamente dalle università e non solo dal bacino delle forze armate e delle altre amministrazioni pubbliche».

«Il compito dell’Intelligence in un mondo moderno è quello di proteggere i confini di una democrazia. Non c’è vera sicurezza – ha sottolineato – se non viene garantita la libertà del cittadino. Sicurezza e libertà sono due facce della stessa medaglia».

 

Sottosegretario Minniti al Roadshow Intelligence Live - Padova, 11 ottobre 2016

«Il viaggio prosegue. L’Intelligence continua a dialogare con i giovani, raccontando non i risultati che abbiamo conseguito ma ciò che facciamo oggi e ciò su ci impegniamo nel futuro. Lo facciamo senza il condizionale, mettendoci la faccia, con un impegno che dice professionalità e amore per l’Italia», ha detto ancora Minniti.

«Il tempo di chiudersi a chiave è tramontato e dalla linea di confronto con la società non si torna indietro – ha rimarcato Minniti – di fronte alle minacce asimmetriche del nostro tempo è impensabile scavare cunicoli e pensare ai propri interessi: occorre allargare le mappe di comprensione dei fenomeni, camminare insieme nei territori delle idee e cogliere le grandi sfide, trasformando i rischi in occasioni di crescita». »L’Intelligence – ha spiegato ancora il sottosegretario – non è una toolbox dove si trovano pinze e cacciaviti utili nell’immediato: è una visione del mondo, uno strumento che è strategico per il decisore politico e per la difesa della società. I roadshow rappresentano perciò un’occasione privilegiata per conoscere la mission dell’Intelligence, valorizzando il desiderio dei giovani di formarsi con prospettive sfidanti».

«Eventi come quello dell’11 ottobre – ha sottolineato Rosario Rizzuto, Rettore dell’Università di Padova – sono fondamentali per stabilire un contatto, creare un ponte fra l’attività di intelligence, fondamentale – anche e soprattutto nei tempi in cui viviamo ora – nel garantire la sicurezza dei cittadini e il mondo accademico. Come Ateneo è la conferma di un percorso che abbiamo già intrapreso e che ha portato ad un accordo con il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. Sappiamo che le competenze di un’Università così vasta per temi e campi di ricerca come la nostra possono essere importanti e le mettiamo a disposizione per contribuire a costruire un modello di sicurezza partecipata».

Roadshow Intelligence Live - Padova, 11 ottobre 2016

Il programma dei lavori ha visto il saluto di Rosario Rizzuto, Magnifico Rettore e del prof. Renzo Guolo, prorettore dell’Università di Padova. A seguire, gli interventi di Mauro Conti, docente dell’Università di Padova, su “Sicurezza informatica e Cyber Intelligence: nuove tecnologie”; di Luciano Gamberini, docente dell’Università di Padova, su “Ricerca interdisciplinare per l’Intelligence” e di Giuseppe Sartori, docente dello stesso ateneo veneto, su “Una tecnologia per smascherare i soggetti con identità false”. Paolo Scotto di Castelbianco, Direttore della Scuola di formazione del Comparto Intelligence e responsabile della Comunicazione istituzionale, ha dialogato con gli studenti nello spazio “Intelligence… conosciamola meglio”.

Rispetto a minacce attuali come il cyberspionaggio, ha sottolineato Minniti, «il rapporto con l’accademia si dimostra fondamentale anche per reclutare nuove leve in grado di agire nei campi della cyber-security, nuova frontiera della sicurezza globale». Per il sottosegretario con delega all’Intelligence, «la Scuola di formazione del Comparto Intelligence, che realizza questi incontri, è una porta aperta con il mondo dell’accademia e delle eccellenze, perché ricerca e innovazione contribuiscano a rafforzare una comune e qualificata cultura della sicurezza. Il Comparto Intelligence – nella sua unicità e unitarietà – è una frontiera avanzata, presidio di libertà e democrazia. Il ‘segreto’ è continuare a lavorare insieme con le università, perché la forza del sapere condiviso costruisce prospettive di pace e sviluppo. La narrazione di morte del Da’ish si combatte e si vince parlando al cuore dei popoli, oltre i pensieri storti di ogni egoismo e isolamento. Monitoraggio e prevenzione – ha concluso Minniti – sono le nostre lance sul campo. Puntiamo su giovani e partnership con i centri di ricerca. Oggi, e sempre di più, sicurezza vuol dire libertà».

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