L’intelligence al ForumPA

3 giugno 2013

stand intelligence forumpa

Un’intelligence aperta al “pubblico”. Questo lo spirito con cui la Scuola di Formazione del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) ha partecipato, dal 28 al 30 maggio scorsi, al ForumPA, luogo di condivisione dei saperi tra istituzioni pubbliche e di incontro con le domande dei cittadini.

Con la propria presenza al Forum l’intelligence ha inteso cogliere un duplice obiettivo: sfatare i miti che la circondano, mostrandosi come un “pezzo” normale del Paese – un attore nazionale che opera all’interno dell’ordinamento giuridico, al servizio dei cittadini e che è chiamato a confrontarsi quotidianamente con minacce vecchie e nuove – e sviluppare e diffondere una nuova cultura della sicurezza.

Con questo intento sono stati realizzati due momenti di incontro con i cittadini. Il primo, più istituzionale, rappresentato dal convegno “Intelligence: una nuova cultura”. Il secondo, di più diretto contatto, attraverso la distribuzione e compilazione di un questionario, creato per l’occasione, e avente per oggetto “Il mondo dell’intelligence: questo sconosciuto”.

Al convegno, moderato dal prefetto Adriano Soi, hanno partecipato Giorgio Spangher, professore ordinario di Procedura penale dell’Università di Roma La Sapienza, Bruno Valensise, direttore della Scuola di formazione del DIS, Enrico Cataldi, comandante del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri, Ignazio Coccia, direttore del Servizio Centrale Antiterrorismo, Giancarlo Capaldo, procuratore della Repubblica di Roma e Giovanni Orsini, capo ufficio Affari Generali del Senato della Repubblica. Il dibattito, che ha avuto un’ampia risposta da parte del pubblico che ha esaurito tutti i posti messi a disposizione nella sala, si è incentrato soprattutto sugli effetti concreti dell’applicazione delle leggi 124/2007 e 133/2012 di riforma del comparto di intelligence nazionale.

Il questionario ha invece rappresentato una novità assoluta. Pensato come un percorso partecipato tra chi lo ha distribuito e chi lo ha compilato – che, partendo, dalla ricostruzione delle rappresentazioni e delle credenze collettive, stimolasse se non una ricerca di senso da parte degli intervistati, almeno una curiosità verso l’ambito della sicurezza nazionale e della sua difesa – ha riscosso un successo, per alcuni versi, inaspettato. Oltre 2.000 persone lo hanno riempito in ogni sua parte scoprendo, in alcuni casi, di non conoscere il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, in altri, di averne una conoscenza parziale e spesso influenzata da pregiudizi. I risultati del questionario saranno pubblicati su questo sito e serviranno per migliorare ulteriormente la comunicazione istituzionale del DIS e costituire una baseline per futuri studi sull’opinione pubblica e il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica.

Anche in questo modo l’intelligence parla al “pubblico”.

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