Intelligence-Università, i giovani e la sfida per la libertà

29 aprile 2016

Roadshow Intelligence Live - Bergamo, 29 aprile 2016

La sicurezza fa sistema: le università e il mondo della ricerca sono sempre più azionisti della sicurezza. L’Intelligence, frontiera avanzata a difesa della libertà e della democrazia, prosegue il dialogo con il mondo delle università con la ventiquattresima tappa del roadshow ‘Intelligence live’, all’università di Bergamo con un confronto  che ancora una volta ha visto protagonisti gli studenti, nell’aula magna della sede di Sant’Agostino.

Nel suo intervento, il Rettore dell’università Remo Morzenti Pellegrini, ha sottolineato: «La collaborazione che si è instaurata tra la Scuola di formazione del Comparto intelligence e il mondo universitario oggi più che mai fondamentale – ha spiegato – è necessario fare sistema per comprendere la complessità delle relazioni sullo scacchiere internazionale e per garantire la sicurezza entro i nostri confini nazionali. In un momento particolarmente complesso come quello in cui stiamo vivendo, con minacce fluide, interconnesse e deterritorializzate, l’attività di intelligence richiede un’interazione ancora più stretta con la società civile, per individuare prassi ancora più incisive di vicinanza alle imprese, soprattutto contro gli attacchi cyber».

«Proprio per questi motivi – ha proseguito il Rettore – le università e i  centri di ricerca sono una componente essenziale per il miglioramento della capacità di approfondimento e di proiezione strategica dell’intelligence, e rappresentano quindi un interlocutore primario con il quale sviluppare collaborazioni in grado di mobilitare le conoscenze e i saperi del Paese, per favorire la sua sicurezza e benessere. Giovani e università quindi – ha rimarcato il Rettore – sono i protagonisti di questa straordinaria partita per la libertà e la democrazia”.

Giacomo Stucchi - Presidente Copasir

Il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, nel suo intervento ha sottolineato il valore della nuova Intelligence, spiegando come la sicurezza sia «un azionariato diffuso, aperto al contributo dei cittadini. Per questo serve confronto e lavoro integrato». Per Stucchi, «l’iniziativa del DIS di far conosce l’intelligence nelle università italiane va ampiamente sostenuta, se ne sentiva il bisogno ed è innovativa. Un lavoro strategico, perché le nuove sfide hanno  bisogno anche di nuove professionalità e capitale umano su cui investire. Le menti fresche possono venire dalle università, dal mondo della ricerca, puntando su Humint ma anche sulle capacità di analisi».

«Risorse nuove nel mondo del cyber e competenze per le lingue – ha proseguito il presidente del Copasir – ma anche intelligence economica e finanziaria: sono i punti di forza della grande mission del Comparto intelligence». Stucchi ha quindi posto l’accento «sull’importante lavoro svolto dall’Intelligence per la sicurezza». In questo percorso, «la collaborazione del Comparto intelligence con il Copasir è ottima, nel rispetto dei ruoli. Ma non c’è mai stato un momento in cui un’informazione è stata tenuta nascosta o data in ritardo. «Il nuovo modo di fare intelligence – ha detto ancora il presidente del Copasir – passa per la responsabilizzazione di tutti, l’apporto delle nuove energie e il superamento di vecchie percezioni. Oggi l’intelligence è più vicina ai cittadini, come attesta la fiducia al 64%, certificata dall’Eurispes. La nuova intelligence prosegue il suo percorso, dopo questo roadshow molti giovani saranno più consapevoli della grande sfida della sicurezza».

Apprezzato il contributo del prof. Michele Brunelli, nel suo intervento ‘Ci rivedremo a Dabiq. Confronto tra l’Europa e lo Stato islamico dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles’. Paolo Scotto di Castelbianco, direttore della Scuola di formazione del Comparto intelligence, dialogando con gli studenti ha spiegato la mission del Comparto rispondendo alle domande degli studenti, arrivate via social. Un altro momento di confronto importante perché per l’intelligence ogni ‘non so’ è un compito. E una sfida da vincere.

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