Intelligence live, un viaggio che continua

18 giugno 2015

Intelligence Live

La Scuola di formazione del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, laboratorio di confronto culturale. Giovani e docenti universitari punti di forza di una rete che costruisce sicurezza partecipata. Storia di un progetto che punta a nuovi obiettivi

Venti tappe, da Torino a Palermo, con un obiettivo preciso: raccontare l’Intelligence. Tutto è partito il 30 ottobre 2013, dalla Sapienza di Roma. Poi sono arrivate Milano (Università Luigi Bocconi, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università degli Studi di Milano e Politecnico), Politecnico di Torino, Pavia e Trento, Firenze e ancora Roma (Roma Tre, LUISS), Ancona e L’Aquila. E ancora: Bari, Reggio Calabria e Lecce, Cagliari e Palermo.

Un viaggio che abbiamo fatto con il sorriso e la voglia di confrontarci, aprendo le porte sul nostro mondo. Il roadshow Intelligence live, promosso dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) negli atenei italiani, è un progetto che continua e racconta fiducia, apertura e collaborazione. Un tour nei centri di eccellenza italiani che ci ha fatto conoscere più da vicino per quello che siamo: uomini e donne che lavorano in silenzio per la sicurezza dello Stato e dei cittadini. Da Nord a Sud, in ogni università abbiamo incontrato progetti, professionalità ed energie, intercettando attese e istanze. Abbiamo ascoltato storie e consigli, risposto a mille domande guardandoci negli occhi e chiamandoci per nome.

Non siamo stanchi perché abbiamo ricevuto molto più di quello che abbiamo dato; abbiamo voglia di proseguire e di misurarci con nuove sfide, moltiplicando le opportunità di incontro con gli atenei, luoghi del sapere dove si costruisce il futuro. La partnership tra DIS e Università si è tradotta, sino a questo momento, in collaborazioni di diverso livello e articolazione con atenei presenti sull’intero territorio nazionale, dando vita ad iniziative concrete, dai master ai progetti di ricerca.

Un racconto a più voci, quello di Intelligence live, che ci ha portato nelle aule delle università e ha visto impegnati in prima persona il sottosegretario Marco Minniti, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, e il Direttore generale del DIS, ambasciatore Giampiero Massolo, insieme a Bruno Valensise, direttore della Scuola di formazione e a Paolo Scotto di Castelbianco, responsabile della comunicazione istituzionale del Comparto Intelligence. Un viaggio che ci ha consentito di conoscere nuovi amici, rettori, docenti universitari, specialisti ma soprattutto moltissimi giovani, veri protagonisti dell’iniziativa. Tanti gli studenti che attraverso questi incontri hanno avuto modo di conoscere meglio la mission dell’intelligence e più di 8.000 le persone che ci hanno inviato il proprio curriculum attraverso la sezione Lavora con noi del nostro sito, per candidarsi a far parte degli organismi informativi, servendo l’Italia con una scelta di vita e di fedeltà alle istituzioni.

Dalla strada fatta abbiamo imparato tanto. Ateneo dopo ateneo, il network delle collaborazioni si è allargato, formando una rete aperta di esperti. Il bilancio è positivo, frutto di un lavoro di squadra, ed è un risultato importante. Ma è solo una parte di ciò che ci proponiamo di realizzare. Siamo abituati a guardare avanti. È la nostra regola d’ingaggio. I progetti in cantiere sono tanti, e tutti con un unico verbo declinato all’infinito: fare sistema.

“Ci abbiamo messo la faccia − ha rimarcato nel corso degli incontri il sottosegretario Marco Minniti − e siamo stati premiati dalla fiducia di migliaia di giovani, affascinati dal mondo intelligence. Non raccontiamo i ‘segreti del castello’ ma una visione aperta al nuovo e al futuro da costruire insieme”. Una narrazione di affidabilità, che intende comunicare vicinanza ai cittadini. Il partenariato con realtà istituzionali, università e mondo della ricerca è prioritario per realizzare una joint venture dedicata a costruire, insieme, un modello di sicurezza partecipata. Solo lottando sullo stesso fronte si possono vincere le sfide asimmetriche del nostro tempo, dal terrorismo molecolare alla minaccia cyber.

Piace anche la formula del reclutamento dalle università, una piccola “rivoluzione copernicana”, ha sottolineato Minniti, che affianca ai tradizionali canali delle forze di polizia e delle forze armate, le assunzioni di giovani neo-laureati individuati tra le eccellenze degli atenei italiani. Una recente indagine dell’Eurispes su Intelligence e società, ha segnalato che il 36,5% dei cittadini considera corretta tale strategia perché in una realtà complessa come la nostra occorrono analisti, tecnici, informatici, studiosi delle diverse discipline (dagli esperti di cyber ai linguisti) che sappiano anticipare scenari, decodificare la complessità odierna e contribuire a risolvere situazioni di crisi.

L’outreach accademico – di cui il roadshow è la manifestazione più tangibile – rappresenta uno strumento prioritario per ottimizzare la capacità analitica e di proiezione strategica del comparto intelligence, capitalizzando, in nome e a tutela della sicurezza nazionale, il patrimonio di capacità e conoscenze di cui dispone il mondo dell’università e della ricerca.

La Scuola di formazione del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica – istituita con la legge 124/2007 per assicurare la formazione, l’aggiornamento, l’addestramento specialistico e tecnico-operativo del personale del DIS e delle due Agenzie operative (AISE e AISI) – è anche un laboratorio di confronto culturale che unisce intelligence e mondo dell’accademia, attraverso le attività di promozione e diffusione della cultura della sicurezza. L’approdo del viaggio che abbiamo intrapreso è quello di farci conoscere di più e, allo stesso tempo, di cogliere tutte le occasioni per attrezzarci al meglio. Lo facciamo continuando a tenere aperta una finestra per dialogare e accorciare distanze, condividere esperienze e pensieri. Oltre i pregiudizi e i luoghi comuni, con la certezza che insieme si può e si deve fare sicurezza, questione concreta che riguarda tutti noi.

Ci aspettano altre università e centri di produzione culturale dove continueremo a mettere a fattor comune la forza di nuove idee e conoscenze. Torneremo in quegli atenei con cui abbiamo già condiviso itinerari, ma andremo anche e soprattutto dove non la pensano come noi, perché è lì che occorre raccogliere sfide e proposte per aprire orizzonti e crescere ancora. Facendo insieme un altro pezzo di strada.

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Categoria: Archivio notizie

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