‘Intelligence live’ a Reggio Calabria

25 febbraio 2015

roadshow-unirc

Il road show del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica è ‘sbarcato’ all’Università Mediterranea di Reggio Calabria e, di fronte al mare nostrum, non poteva non affrontare il tema del Mediterraneo come area strategica per la sicurezza nazionale, alla luce delle attuali – e urgenti – minacce terroristiche.

Minacce come quella di IS, che il sottosegretario Marco Minniti,  Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, ha definito «irriducibile e non diplomatizzabile», sottolineandone quindi la natura ‘molecolare’ di cellule che si muovono sul territorio e che «non hanno una centrale operativa ma un riferimento politico e culturale». Questi «singoli individui, spesso convertiti attraverso il web» combattono non solo la cristianità, ma anche il vero Islam. Come lo stesso Minniti ha riportato, citando le parole di uno dei suoi interlocutori egiziani durante la sua recente visita a Il Cairo sulle spiagge dell’altra sponda del Mediterraneo, «sono morti 21 egiziani, che siano copti o musulmani».

Per tutta questa serie di ragioni, la battaglia contro lo Stato Islamico «si vince con iniziative militari, qualora fossero necessarie, con la prevenzione, ma – soprattutto – interrogandosi sul perché tanti giovani europei siano partiti per andare a combattere dalla parte del Califfato». E con la democrazia, poiché – riprendendo ancora le parole dell’Autorità delegata – «a coloro che rinnegano ogni diritto e ogni valore, dobbiamo rispondere coltivando i diritti e facendo crescere i valori».  «L’obiettivo – ha rimarcato Minniti – è evitare la sindrome della paura».

Una posizione politica e istituzionale chiara e forte che non può prescindere dal ruolo – fondamentale nelle nostre democrazie – dell’opinione pubblica nazionale e dal contributo di tutte le realtà di pensiero del nostro Paese, prime fra tutto il mondo delle Università, della ricerca e dei giovani.

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