Intelligence e Università, un modello per fare sistema

3 novembre 2016

Roadshow Intelligence Live - Genova 2016

«La partita della sicurezza richiede un gioco di squadra e obiettivi comuni: da soli non si vince. L’Università ha un grande compito da svolgere insieme a noi: pensare l’Intelligence, aiutarci a cogliere sfide culturali, mettendo a fuoco percorsi e modelli efficaci per la protezione degli interessi politici, militari, economici, scientifici ed industriali dell’Italia. Il nostro mondo è sempre aperto a riconoscere e valorizzare la forza delle idee». Così il Prefetto Alessandro Pansa, Direttore generale del DIS, all’incontro ‘Intelligence live’, che si è tenuto all’Università degli Studi di Genova, presso il Salone al piano nobile di Villa Cambiaso. Genova è la tappa numero 26 di ‘Intelligence live’, il roadshow promosso dal Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica nei principali atenei italiani.

Il programma dei lavori ha visto i saluti introduttivi del Prof. Paolo Comanducci, Magnifico Rettore dell’Università di Genova. A seguire, Paolo Scotto di Castelbianco, responsabile della Comunicazione istituzionale e Direttore della Scuola di formazione del Comparto Intelligence, ha dialogato con gli studenti nello spazio ‘Intelligence…conosciamola meglio. Quindi l’intervento della Prof.ssa Barbara Alemanni, docente del Dipartimento di Economia di Unige, sul tema ‘Crimini finanziari, paradisi fiscali e tracciabilità dei flussi internazionali’, e del Prof. Alessandro Armando, del Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi, su ‘Evoluzione della formazione nella cybersecurity’.

Roadshow Intelligence Live - Genova 2016

«Le sinergie che abbiamo sviluppato con il DIS nell’ambito della cybersecurity,
così come le diverse collaborazioni su temi geopolitici, non fanno altro che
rendere sempre più evidente, la necessità delle istituzioni e delle aziende di
fare rete – ha spiegato il Rettore dell’Università, Paolo Comanducci – in un momento come quello in cui stiamo vivendo, sempre più complesso e interconnesso, le attività di intelligence devono mobilitare tutta la società, a partire dal mondo accademico».

«La missione dell’Intelligence – ha rimarcato il Direttore del DIS, Alessandro Pansa – è fornire supporto informativo al Governo. Il lavoro di raccolta e analisi è strategico, perché su quelle informazioni si fondano decisioni politiche. Allo stesso modo, segnaliamo possibili rischi e attacchi al sistema Paese, contribuendo – sul campo – a salvaguardare gli asset economici del Paese». «Per noi la regola d’ingaggio è fare sistema – ha detto il prefetto che guida l’Intelligence – il Comparto è una frontiera avanzata ma anche una realtà dinamica che promuove una collaborazione con laboratori di ricerca nazionali e internazionali per la cyber-security e altri settori strategici».

«Viviamo tempi fluidi – ha sottolineato ancora il Direttore generale del DIS – un’epoca complessa come la nostra richiede capacità di interpretare i segnali e prevenire rischi alla sicurezza. All’Intelligence oggi è richiesto più di quanto avveniva in passato: deve combattere le minacce ma anche svolgere un ruolo attivo all’interno del Paese, dialogando con università e centri di ricerca, sviluppando idee nuove e analisi di lungo periodo, necessarie alla nostra missione di servizio qualificato e propositivo al decisore politico. Dobbiamo immaginare e anticipare scenari futuri. Abbiamo bisogno di ricerca, innovazione e studio».

«Con Intelligence live – ha proseguito Pansa – ci facciamo conoscere nelle università e nei centri di eccellenza. Con volti e storie che sono a servizio del Paese. Genova – la città che unisce arte e scienza, innovazione e storia profonda – è la tappa numero 26 del roadshow: l’avventura è partita il 30 ottobre 2013, e da allora i ‘Servizi segreti’ hanno parlato a più di 5.000 giovani, da Nord a Sud del Paese, trovando in ogni ateneo interesse e voglia di confrontarsi da parte degli studenti.

Roadshow Intelligence Live - Genova 2016

Questo stile di vicinanza ai cittadini non è solo un dovere dell’Intelligence rispetto a un preciso dettato della Legge 124, che ha riformato l’Intelligence chiedendo apertura alla società e promozione di una cultura condivisa della sicurezza. E’ anche un percorso che dice il bisogno di accorciare le distanze con i cittadini. L’Intelligence è fatta di uomini e donne dello Stato che ogni giorno, in silenzio, lavorano per il bene e la sicurezza di tutti. Lo fanno anzitutto perché amano il proprio Paese. La partita della sicurezza richiede un gioco di squadra e obiettivi comuni: da soli non si vince».

Il mondo della ricerca si fa partner dell’Intelligence per costruire percorsi ancora più qualificati di sicurezza. «Per la cyber security – ha sottolineato il Direttore del DIS – abbiamo costruito un grande ‘patto’ Intelligence-Accademia con una rete di sicurezza fatta di 500 docenti e 34 facoltà italiane che collaborano con noi, un progetto reso possibile grazie alla Scuola di formazione del Comparto Intelligence».

«Per noi le difficoltà diventano sfide – ha spiegato Pansa – per noi la regola d’ingaggio è fare sistema: il Comparto è una frontiera avanzata ma anche una realtà dinamica che promuove una collaborazione con laboratori di ricerca nazionali e internazionali per la cyber-security e altri settori strategici. La partnership con il mondo privato è fondamentale in più campi, primo fra tutti quello della difesa dalla minaccia cyber».

«Ancora una volta – ha sottolineato il prefetto – solo lavorando dalla stessa parte e avendo gli stessi obiettivi si può decodificare la storia e raggiungere risultati che non sono di una parte rispetto all’altra ma risultati istituzionali. Successi dell’Italia come sistema Paese. A questo processo lavora l’Intelligence, dialogando con l’università e “portando a bordo” le migliori intelligenze del Paese. La priorità è ridurre i tempi e aumentare i risultati. La forza della collaborazione – ha concluso – farà la differenza».

Tag: ,

Categoria: Archivio notizie

Su