Inaugurato l’a.a. 2013 della Scuola di Formazione

7 marzo 2013
Arturo Esposito (Direttore AISI), Giampiero Massolo (Direttore Generale DIS), Mario Monti (Presidente del Consiglio dei ministri), Giovanni De Gennaro (Autorità delegata), Adriano Santini (Direttore AISE)

Arturo Esposito (Direttore AISI), Giampiero Massolo (Direttore Generale DIS), Mario Monti (Presidente del Consiglio dei ministri), Giovanni De Gennaro (Autorità delegata), Adriano Santini (Direttore AISE)

Il 6 marzo il Presidente del Consiglio, senatore Mario Monti ha inaugurato l’anno accademico della Scuola di formazione del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica nell’aula magna dell’Aisi alla presenza dell’Autorità delegata, prefetto Gianni De Gennaro.

Introdotta dal Direttore generale del Dis, ambasciatore Giampiero Massolo, la cerimonia ha visto la prolusione del professor Andrea Sironi, Rettore dell’Università Bocconi di Milano, sul tema “La crisi finanziaria, l’Italia e l’Europa”.

Con l’inaugurazione dell’anno accademico è entrata dunque nella fase operativa la scuola unica del Comparto intelligence, una struttura – prevista dalla legge di riforma del 2007 – dove sono confluite tutte le competenze in materia di formazione, aggiornamento, addestramento specialistico e tecnico-operativo degli appartenenti al comparto Intelligence, razionalizzando l’offerta formativa fornita finora da Aisi e Aise.

Si costituisce così un polo unitario che lavorerà in collaborazione con i centri di ricerca e il mondo accademico, testimoniato al più autorevole livello dall’intervento del Rettore della Bocconi. L’invito al professor Sironi, del resto, è il segno del dialogo e di una nuova sensibilità delle università italiane, impegnate nella messa a punto di nuovi prodotti formativi e nella ricerca dedicati all’intelligence, nel quadro della promozione della cultura della sicurezza sostenuta dal Dis in coerenza con la legge di riforma.

Il rinnovamento e l’aggiornamento del capitale umano dell’intelligence, di cui la Scuola unica si fa portatrice, puntano in particolare a soddisfare obiettivi formativi specializzati e strategici: quelli del mondo economico-finanziario, la sicurezza cibernetica, la protezione delle infrastrutture critiche.

La prospettiva finale è formare e addestrare risorse umane in grado di affrontare gli interessi politico-militari dello Stato ma anche le minacce emergenti alla nazione in settori critici sensibili – come i mercati energetici, le speculazioni finanziarie o lo spionaggio industriale – in un’economia globalizzata e priva di confini.

In questo senso l’attività di intelligence si sviluppa non solo per la prevenzione dei rischi sulla sicurezza degli interessi economici nazionali in Italia e all’estero, ma anche per svolgere un supporto strategico alle decisioni di Governo per sostenere l’Italia nella ripresa, lo sviluppo e la competizione internazionale.

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