Il Presidente Mattarella all’inaugurazione dell’Anno accademico

14 aprile 2015

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L’obiettivo è ampliare e rafforzare la rete della sicurezza partecipata, combattendo le minacce asimmetriche del terrorismo molecolare e prevenendo attacchi al sistema Paese. L’Intelligence cresce e guarda avanti, si misura con le sfide del nostro tempo puntando su innovazione tecnologica e qualità degli operatori. All’accresciuta attenzione verso i nuovi profili di rischio, si unisce una nuova narrazione del Comparto Intelligence, che con il lavoro delle sue donne e dei suoi uomini viene sempre più percepito quale strumento non convenzionale ma necessario a difesa dei confini della democrazia e della libertà.

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Il 14 aprile, a Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione dell’Anno accademico 2015 della Scuola di formazione del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica. All’evento, presso l’Aula Magna della Scuola di formazione, insieme al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e – tra gli esponenti del governo – al ministro dell’interno, Angelino Alfano, e quello dell’economia Pier Carlo Padoan, al Presidente del Senato, Pietro Grasso, hanno partecipato l’Autorità delegata Marco Minniti, il Presidente del Copasir, Giacomo Stucchi,  i vertici dell’Intelligence, autorità militari, civili e religiose.

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Dopo l’indirizzo di saluto del Direttore generale del DIS, ambasciatore Giampiero Massolo, i lavori hanno visto l’intervento del premier Renzi e la prolusione di Giuliano Amato, giudice della Corte Costituzionale. Nel corso della cerimonia, è stato presentato e donato agli ospiti il Quaderno di intelligence Nicola Calipari, un eroe gentile, dedicato al dirigente del Sismi morto il 4 marzo 2005, nel corso dell’operazione intelligence per riportare a casa Giuliana Sgrena, giornalista del manifesto rapita in Iraq dai jihadisti.

Firma del Presidente della Repubblica con Sottosegretario Minniti

La Scuola di formazione del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica è uno strumento dinamico dove si formano i nuovi agenti segreti ma anche una struttura che assicura la formazione permanente al personale in servizio. L’inaugurazione dell’Anno accademico vuole essere anche occasione di riflessione sul mondo Intelligence, che allunga il campo investendo sempre più in innovazione e ricerca. La Scuola, unica per tutto il Comparto, è un’agenzia educativa che lavora su una gestione speciale di risorse umane. L’Intelligence Community ha nella Scuola di formazione un laboratorio capace di interfacciarsi con università e centri di ricerca, come dimostra il percorso dei roadshow ‘Intelligence live’ che porta i giovani a conoscere più da vicino il mondo Intelligence. All’occorrenza, il nuovo James Bond sa mettere a frutto i corsi di guida veloce ma soprattutto parla le lingue, conosce e studia le particolarità dei Paesi dove è inviato ad operare nell’interesse dello Stato.

Firma Renzi con Minniti e Massolo a.a. 2015

L’onda lunga della legge 124 che ha riformato l’Intelligence ha infatti prodotto una svolta anche verso l’esterno, aprendo le porte di un mondo e accorciando le distanze con i cittadini. E ora, con le parole del Direttore generale del DIS, ambasciatore Giampiero Massolo, coniuga cinque verbi all’infinito: aprire, comunicare, coinvolgere, innovare, garantire. Viene ribadita la linea di apertura alla società:  una buona parte dell’attività intelligence è visibile e non ci sono misteri o segreti del castello da difendere, arroccati tra le ombre. Il resto, invece, è costituito dalle vere e proprie operazioni di intelligence, nelle quali il segreto non è solo uno strumento di tutela dei nostri agenti e di coloro che lavorano con loro, ma anche del comune cittadino. Il secondo verbo è comunicare. Come fornitori di sicurezza gli uomini e le donne Intelligence si interfacciano sempre più con la società civile, lavorando per la sicurezza di tutti. Da qui il terzo verbo, ancora all’infinito: coinvolgere. Perché la sicurezza non è mai un gioco a somma zero, è una joint venture. Il quarto verbo è innovare. Non solo con una nuova forma di reclutamento dalle università e dai centri di eccellenza ma con una strategia che assicuri uno strumento dinamico, in grado di prevenire la minacce fluide del nostro tempo. È stato ampliato e affinato il core business dell’Intelligence, che si è attrezzata a fronteggiare sfide globali e punta sull’innovazione per prevenire attacchi cyber e spionaggio finanziario che danneggiano le imprese e il sistema Paese. Il quinto verbo è garantire la sicurezza, operando entro un preciso perimetro giuridico. Il motto dell’Intelligence italiana ne riassume così anche il compito: sicurezza è libertà. “Non si tratta di calare una saracinesca, fatto che sarebbe impossibile, ma di serrare il più possibile le maglie della rete contro ogni pericolo”, rimarca l’ambasciatore Massolo.

Tutto questo si intreccia con la storia dell’Intelligence nazionale e i suoi testimoni. A cominciare dal volto di Nicola Calipari, che dieci anni fa fece conoscere la storia di servizio e i valori dell’Intelligence italiana, che dedica il 2015 al dirigente del Sismi caduto in Iraq. Operativi nel presente gestendo la linea di frontiera contro ogni minaccia ma con radici e valori che disegnano una strategia per il futuro. Mirando a centrare obiettivi precisi.

La Scuola di formazione, una realtà dinamica

La formazione e l’addestramento per un’intelligence moderna ed efficace (PDF 1,1 MB)

Domande e risposte (PDF 263 kB)

Cultura della sicurezza (PDF 2,5 MB)

Scheda Un nuovo rapporto di fiducia con gli italiani (PDF 321 kB)

Nicola Calipari: quindici voci, un unico racconto (PDF 262 kB)

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