Il futuro della cyber security in Italia

18 novembre 2015

CINI Cyber Security National Lab

Nuove opportunità ma anche nuove minacce. È questo lo scenario offerto dalla rivoluzione sociale ed economica avviata, ormai da anni, da internet. Mercati sempre più aperti, connessioni più veloci e pervasive. Ma spesso basate su sistemi e reti informatiche sempre più vulnerabili agli attacchi di quanti – criminali, hacker o terroristi – intendano comprometterli, danneggiarli o sfruttarli per ottenere informazioni commerciali o personali.

Per una conoscenza diffusa delle minacce e delle opportunità del cyber spazio

Per questo è necessario sviluppare nuove capacità e nuovi strumenti per migliorare la sicurezza informatica del Paese e garantire la sicurezza dei cittadini. E per questo il Laboratorio Nazionale di Cyber Security, all’interno delle diverse attività portate avanti nel quadro dell’implementazione del piano strategico nazionale di sicurezza cibernetica, ha da poco pubblicato il libro bianco Il futuro della Cyber Security in Italia. Un testo – curato da Roberto Baldoni (Università degli Studi di Roma La Sapienza) e Rocco De Nicola (IMT, Institute for Advanced Studies, Lucca) e cui ha collaborato un gruppo multidisciplinare di cinquanta ricercatori italiani provenienti da una ventina tra le più prestigiose Università del nostro Paese – che racconta le principali sfide che il nostro Paese sarà chiamato ad affrontare nei prossimi cinque anni per rimanere nel gruppo dei paesi avanzati.

Il testo si presenta come un viaggio – affascinante e non solo per addetti ai lavori – tra le principali minacce (e opportunità) presenti nello spazio cibernetico e affronta tematiche di stretta attualità come – solo per citarne alcune – l’internet delle cose, la biometria, i sistemi avanzati di crittografia, le investigazioni digitali, l’intelligence e il Big Data Analytics.

La sicurezza come investimento strategico

La nuova ‘rivoluzione industriale’ di internet e del cyber ha portato cambiamenti sistemici nei modelli organizzativi aziendali e nei prodotti. Alle opportunità, enormi, si affiancano, però, i rischi. La pervasività dei dispositivi, la vulnerabilità dei sistemi software, l’abbattimento dei costi creano le condizioni per un aumento enorme della minaccia in termini di qualità degli attacchi e del numero degli stessi.

Lo spazio cibernetico rientra a tutti gli effetti nella competizione internazionale e nelle logiche geopolitiche. Dal momento che include sia elementi digitali sia fisici – cavi, satelliti, router, computer di amministrazioni pubbliche e privati – contiene elementi che hanno una collocazione geografica precisa e dati che hanno rilevanza economica, politica e strategica per la sicurezza nazionale.

Garantire luoghi sicuri dove mantenere e scambiare informazioni è quindi una condizione necessaria per assicurare la prosperità economica di un Paese e la sicurezza fisica dei suoi abitanti. La messa in sicurezza del cyberspace nazionale è, dunque, un obiettivo strategico. Finanziare ricerca e industria in questo settore all’interno di una strategia più ampia è una priorità assoluta. Soprattutto se si vuole raggiungere il maggior grado di indipendenza possibile nella prevenzione e gestione di rischi relativi ai nostri dati, alle nostre transazioni e alle nostre infrastrutture critiche.

Ed è proprio questo l’obiettivo finale al cui raggiungimento il Libro Bianco e tutte le attività del Laboratorio – nell’ambito dell’accordo di collaborazione triennale con il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza – vuole dare il proprio attivo contributo.

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