Giubileo, Massolo: «Massima attenzione ma non siamo allarmati»

20 ottobre 2015

19.10.2015- Massolo a Roma Incontra

«Siamo preoccupati ma non allarmati. Il prefetto Gabrielli dice una cosa giusta: sarebbe da folli non essere preoccupati. Allo stato, però, non abbiamo evidenze di progettualità specifiche ostili. Certamente nel momento in cui Roma è alla ribalta mondiale ed esiste un network terroristico così attivo e pervasivo, ci vuole massima attenzione». Intervistato da Enrico Cisnetto per ‘Roma InConTra’, il Direttore generale del DIS, Giampiero Massolo, parla dei rischi di possibili attentati legati al Giubileo della Misericordia, che si apre il prossimo 8 dicembre.

Da’ish è network terroristico

Nel confronto che si è tenuto a Palazzo S. Chiara, l’ambasciatore Massolo ha sottolineato in particolare la minaccia rappresentata dal Da’ish, dal suo «essersi data – ed è la prima volta che accade per un network terroristico – un’organizzazione territoriale», del suo «essersi fatto Stato», con «tentativi di riproduzione in Libia, Nigeria, Mali». Una «piattaforma estremamente aggressiva», ha ribadito, che esercita una grande attrazione sui foreign fighters. Il Direttore del DIS ha quindi definito «molto pericolosa» la strategia comunicativa dell’esercito nero del Califfato. «La loro – ha detto – è una comunicazione molto raffinata e agile, c’è un network molto pervasivo in rete. Ci sono istruzioni e indicazioni su comportamenti da tenere e dunque chi vuole radicalizzarsi può farlo facilmente».

Guardia alta contro il rischio ‘lone wolf’

Nel corso della registrazione della trasmissione (in onda mercoledì 21 ottobre, in seconda serata, su 17 emittenti regionali e su Romauno, canale 518 Sky), il Direttore del Dipartimento informazioni per la Sicurezza ha spiegato che il pericolo maggiore potrebbe arrivare dai ‘lupi solitari’. «Non abbiamo evidenze di nuclei» di terroristi Da’ish o di altri gruppi «presenti sul nostro territorio – ha proseguito – ma qui si tratta di ‘n’ possibili attentatori che possono essere presenti sul nostro territorio, avere delle amicizie o essere parenti di qualcuno rientrato dai fronti di guerra». Persone «che si radicalizzano e da cui può nascere una micro-cellula. È quel che è accaduto in Francia e in Belgio». Il problema dei ‘lone wolf’, ha sottolineato ancora l’ambasciatore Massolo, è dato dal fatto che questi soggetti «possono colpire in qualsiasi momento. Vogliono un’azione eclatante. Può esserlo per il luogo ma anche per il momento» in cui accade, «ed è molto difficile da prevedere». Perciò «la guardia deve restare alta» e l’Intelligence cerca di essere sempre un passo avanti rispetto alla minaccia.

Una novantina i foreign fighters italiani

Sono «una novantina» – ha proseguito Massolo – i foreign fighters che hanno avuto o che hanno in qualche modo a che fare con l’Italia. «I figli di italiani – ha aggiunto l’ambasciatore – sono molto pochi, meno delle dita di due mani. Altri hanno avuto a che fare con l’Italia, mentre altri ancora sono figli di immigrati». Tutti soggetti – ha precisato il numero uno dell’Intelligence – che «stiamo seguendo e monitorando con estrema attenzione», anche grazie allo scambio di dati con le altre Intelligence alleate. Una collaborazione «che non è mai stata così attiva come in questo periodo».

Intelligence live e reclutamento dalle università

«L’Intelligence – ha sottolineato l’ambasciatore Massolo – è un network di sicurezza che ha interesse a far conoscere meglio il lavoro che svolge per la protezione dell’Italia e degli assets strategici del sistema Paese. E da parte dei cittadini c’è una nuova percezione dei Servizi. I ‘tag’ oggi sono fiducia, collaborazione, sicurezza partecipata. Ai giovani che incontriamo nelle università in occasione del roadshow ‘Intelligence live’ raccontiamo chi siamo e cosa facciamo. Con gli atenei, al momento 21, in molti casi già stiamo realizzando collaborazioni importanti e percorsi culturali condivisi. E dalle università sono stati assunti 30 giovani, esperti di cyber e difesa ma anche linguisti e analisti finanziari».

Analisti e operativi in ogni campo, questi sono gli uomini Intelligence

Massolo ha poi sottolineato come le nostre Agenzie operative, AISE e AISI, siano «attrezzate in maniera equa» per fronteggiare i rischi, perché «la minaccia può venire sia dall’interno sia dall’esterno. Occorrono skills e risposte precise rispetto a una galassia di minacce puntiformi». Per affrontare il terrorismo e le altre sfide del nostro tempo – ha rimarcato il direttore del DIS – l’Intelligence può contare su «uomini a tutto tondo, intellettualmente preparati, esperti di analisi e operativi in ogni campo. Questi – ha concluso – sono i miei uomini».

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