Social media intelligence e sicurezza nazionale

10 febbraio 2016

socmint

di Stefano Mele, Matteo Faini e Carmine America

Abstract

Il poderoso, recente, sviluppo dei social media offre alle agenzie di intelligence nuove opportunità nell’analisi delle informazioni per la sicurezza nazionale. Al contempo, però, il grande volume di dati prodotto da tali sistemi di comunicazione pone non pochi problemi riguardo alla corretta ed efficiente raccolta informativa. Come individuare, quindi, all’interno del vasto flusso di dati le informazioni rilevanti per l’intelligence distinguendole da quelle inutili o addirittura fatte circolare per disinformare? Secondo gli autori ciò potrà avvenire soprattutto grazie alla creazione di unità ‘joint’ nelle quali analisti delle diverse agenzie – anche tramite una proficua inter-relazione con il settore privato detentore di know-how strategico – possano mettere sinergicamente a fattor comune le loro diverse specializzazioni.

Keyword: social media, signal-to-noise ratio

Social media intelligence e sicurezza nazionale (PDF 140 kB)

Gli autori

Stefano Mele è avvocato specializzato in Diritto delle Tecnologie, Privacy, Sicurezza delle Informazioni e Intelligence. Lavora a Milano come ‘of Counsel’ di Carnelutti Studio Legale Associato.  È socio fondatore e Partner del Moire Consulting Group ed è Presidente del ‘Gruppo di lavoro sulla cyber-security’ della Camera di Commercio Americana in Italia. È coordinatore dell’Osservatorio InfoWarfare e Tecnologie emergenti dell’Istituto Italiano di Studi Strategici ‘Niccolò Machiavelli’ ed è inoltre docente  e direttore di ricerca presso istituti di formazione e di ricerca del Ministero della Difesa italiano e della NATO. Nel 2014, la NATO lo ha inserito nella lista dei suoi ‘Key Opinion Leaders for Cyberspace Security’ e la rivista Forbes lo ha inserito tra i 20 migliori ‘Cyber Policy Experts’ al mondo da seguire in Rete.

Matteo Faini ha recentemente completato un PhD in Politics all’Università di Princeton, con una tesi sui rapporti tra agenzie di intelligence e decisori politici. È research fellow nell’International Security Program al New America e Lecturer in Politics all’Università di Venezia, Ca’ Foscari. È autore, tra gli altri, di The US Government and the Italian Coup Manqué of 1964: The Unintended Consequences of Intelligence Hierarchies (di prossima pubblicazione in Intelligence and National Security).

Carmine America si occupa di sicurezza in una multinazionale italiana del settore Difesa e Aerospazio. Ha maturato esperienze professionali presso lo Stato maggiore della Marina, la commissione Disarmo e sicurezza internazionale dell’Assemblea generale Onu ed i principali think tank di Washington DC. È socio del Centro Studi Americani e collabora con le riviste Formiche e Airpress.

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Categoria: Approfondimenti

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