L’intelligence contro i seminatori di terrore

8 luglio 2015

L'intelligence contro i seminatori di terrore

di Massimo Donà

Abstract

Il terrorismo non è la forma più brutta o più terribile di guerra, bensì quella ‘perfetta’. Perché in esso l’altro non ha più uno spazio proprio, non ha un luogo; e dunque può essere ovunque. Questo è il nemico più pericoloso; tanto più pericoloso quanto più intelligente. Per questo ci vuole un’Intelligence preparata e consapevole di non poter più combattere frontalmente il nemico. C’è bisogno di attrezzarsi per seminare il terrore nell’universo dei seminatori di terrore. La guerra ha assunto una nuova configurazione, che impone di rendersi ‘invisibili’, proprio come il nemico. Non possiamo che affidarci a una intelligence che, sola, sembra in grado di contrastare la forza devastante di un nemico che prima di sconfiggerti infilzandoti la spada nel petto, risulta impegnato a limitare in primis la tua basilare libertà di movimento.

Keyword

terrorismo, filosofia, libertà, democrazia

L’intelligence in lotta contro i seminatori di terrore (PDF 179 kB)

L’autore

Massimo Donà è docente ordinario di Filosofia Teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Tra le sue ultime pubblicazioni, ricordiamo Filosofia dell’errore. Le forme dell’inciampo (Bompiani 2012), Misterio grande. Filosofia di Giacomo Leopardi (Bompiani, 2013), Parole sonanti. Filosofia e forme dell’immaginazione (Morettti & Vitali, 2014), L’angelo musicante. Caravaggio e la musica (Mimesis, 2014); La terra e il sacro. Il tempo della verità (Mimesis, 2011). È inoltre curatore, con Romano Gasparotti e Massimo Cacciari, dell’opera postuma di Andrea Emo.

 

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Categoria: Approfondimenti

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